Agnese Maugeri

Catania- Un pellegrinaggio di spiritualità e condivisione nel segno della beneficenza è quello che Paolo Brosio ha presentato oggi nella sala corsi della Sac all’aereoporto di Catania.

Un uomo che è riuscito grazie alla fede a trasformare la sua esistenza, una vera rinascita che lo vede oggi coinvolto in una costante scoperta di Dio, mentre esponeva il suo progetto il suo sguardo era illuminato di passione, parole semplici e concrete, affidandosi all’aiuto dei giornalisti suoi colleghi presenti Brosio ha chiesto di “spingere” il più possibile e promuovere il suo pellegrinaggio, ma la voce veniva spesso tradita dall’emozione.

Il viaggio verso Medjugorje parte da Catania il 31 gennaio con rientro il 3 febbraio l’obbiettivo la preghiera e una grande opera sociale, tramite l’Associazione di Brosio “Olimpiadi del Cuore” i partecipanti potranno grazie a delle donazioni contribuire alla costruzione del primo ospedale di Medjugorje.

Durante l’incontro Paolo Brosio ha gentilmente risposto alle nostre domande.

Lei parla spesso di rinascita, una seconda vita scoperta a Medjugorje, com’è cambiata la sua esistenza da quel giorno?

«La fede è stata la mia rivoluzione copernicana non ci sono più io al centro del mio mondo ma Dio, la vita è bellissima ma anche tanto difficile e senza la fede credo che sia molto dura. Se non avessi avuto le difficoltà sarei ancora al Twiga o al Billionaire a far li i pellegrinaggi, il mio passato non l’ho mai rinnegato ne posso buttar via 53 anni della mia vita, le esperienze precedenti mi hanno portato fin qui oggi, tutto l’insieme ha creato un lungo percorso che mi hanno accompagnato a Dio, adesso sono rinato in questo posto meraviglioso, la mia età attuale è quella di un bambino di 4 anni, gli anni della mia riscoperta nella luce di Dio. Il problema vero è tornare da Medjugorje questo è il pellegrinaggio più difficile, lì trovi la pace nel cuore, si alleviano le tue ferite, e ti da la forza di portare la croce sulle spalle, ognuno ha una croce però se hai la fede e la preghiera nel cuore è più facile portare quotidianamente questo peso; una preghiera può cambiare il mondo, bisogna vivere nel cielo per riuscire vivere nel mondo».

La conversione ha mutato il suo rapporto con il prossimo?

«Ho sempre aiutato i più bisognosi anche nella mia precedente vita ma adesso agisco con lo spirito di carità nel cuore così come ci insegnò San Paolo tramite la preghiera. L’avvicinarsi a Dio riempie la nostra anima e vi assicuro che a Medjugorje i cuori volano, cambiano, si trasformano, non so dirvi perché, è davvero un atto di profondissima fede sono pure emozioni del cuore che modificano l’esistenza di una persona, nei racconti che io faccio di questo straordinario posto mi rendo conto che non riesco a trasmettere neanche l’un per cento di quella emozione, è qualcosa di inspiegabile che una volta giunto lì ti avvolge totalmente. Per questo cerco di portare quanti più pellegrini in questa meravigliosa terra».

Di Pellegrinaggio del cuore la sua associazione “Olimpidi del Cuore” ne ha già realizzati molti, questo parte da Catania, preghiere e beneficenza, quali sono gli obbiettivi?

«Il pellegrinaggio è previsto con partenza il 31 gennaio e rientro il 3 IMG_1350febbraio, mentre andiamo lì per pregare facciamo anche del bene, il costo non è esoso e include oltre alle spese per il viaggio una piccola quota per la beneficienza, questo ci ha già consentito di aver realizzato una casa per orfani e accanto a questo alloggio ne abbiamo costruito un altro per gli anziani; i bambini della scuola materna dalle 15 alle 19 escono e vanno dai loro nuovi nonni che gli raccontano le favole. Quando seppi di questo progetto grazie a suora Josipa che me lo illustrò, io sono letteralmente impazzito e le promisi 70.000 euro nel 2009 che non sapevo davvero dove prendere; 29.600 sono arrivati dal primo pellegrinaggio che organizzai che partiva da Pisa, una volta rientrato a casa mi chiamò un avvocato del tribunale di Pisa e mi comunicò che una nonnina di 95 anni di Mestre, a me sconosciuta, mi donava un’eredità di 40.000 euro. 40 più 30 fanno 70.000 euro e sono riuscito a mantenere la mia promessa perché Dio l’ha voluto. Lo stesso voglio fare ora per costruire l’ospedale e parto proprio da qui dalla Sicilia con questo pellegrinaggio, è un progetto voluto dalla Madonna lei ci indicherà la strada. L’Associazione onlus “Olimpiadi del cuore” ha avuto un primo contatto con il ministero della salute della Bosnia Erzegovina che ha il nostro progetto in corso di approvazione in questi giorni, ma ha già espresso verbalmente un parere positivo, adesso attendiamo un documento scritto che attesti l’approvazione dell’Ospedale di Medjugorje si tratta del primo pronto soccorso ospedaliero. Sono tanti i pellegrini che vanno lì ma al contrario dei grandi luoghi di fede di tutto il mondo, non esiste un presidio ospedaliero vicino, quindi se i residenti o un pellegrino ha una difficoltà o sta male l’aiuto avviene con uno viaggio di un’ora».

Medjugorje luogo di pace e di culto riconosciuto in tutto il mondo ma la chiesa ancora non si pronuncia, cosa pensa a riguardo?

«Medjugorje è una realtà, è una città della fede e della speranza che poi ancora non sia stata riconosciuta dalla chiesa a me poco importa perché io ascolto il mio cuore e quello di 50 milioni di pellegrini di tutto il mondo che sono andati lì pieni di speranza tra malattie, dolori e scetticismo e si sono convertiti, questo è innegabile. In un momento di crisi mondiale, vedi in Francia quello che è accaduto in questi giorni, dove la convivenza tra diverse religioni è sempre più difficile, Medjugorje è diventata un simbolo della pace, in questo luogo cristiani ortodossi, cattolici e musulmani convivono, tanto che la Madonna che appare lì è detta “Maria Regina della Pace”. È assurdo che un santuario di dimensioni planetarie sia sprovvisto di un ospedale, se un malato vuol andare a Medjugorje lo fa a suo rischio e pericolo, e poi non è solo per i pellegrini cattolici ma per tutti le etnie con diverse culture e credo che vivono in quel territorio».

Il Mattone del Cuore è il simbolo di tutte le strutture costruite a Medjugorje grazie alla beneficenza, in esso cosa è raffigurato?

«Il mattone del cuore in cotto fiorentino dell’Impruneta scolpito daIMG_1348 Don Silvio Zannelli che è uno dei più grandi sacerdoti e artisti della diocesi di Firenze ed è un allievo della scuola del maestro d’arte figurativa Pietro Armigoni, è il simbolo delle nostre opere, grazie a esso abbiamo costruito l’orfanotrofio e il pensionato e adesso puntiamo al terzo grande obbiettivo l’ospedale. Nel mattone del cuore è rappresentata la visione profetica del 1974 della Madonna che scende a Medjugorje tra le torri campanare, ma la prima apparizione avvenne poi nel 1981, un cittadino che aveva sognato ripetutamente tante persone che venivano in pellegrinaggio nella sua cittadina e nessuno gli credeva perché nel 1974 il mondo non conosceva Medjugorje».

Dopo la conversione anche la sua vita professionale ha subito una svolta concentrandosi nella scoperta del sacro, tanti i libri scritti tra cui quest’ultimo “Raggi di luce” quali altri progetti ha nel suo prossimo futuro?

«Ora dedico la mia professione al viaggio nel mondo della fede è sempre scrittura, è sempre televisione, è sempre il mio lavoro però lo dedico a scoprire le tracce di Dio nelle nostra vita. Ho un progetto che ho già depositato con i colleghi di Mediaset e della Rai per un programma che si chiamerà “il teatro libro” dove le pagine del mio ultimo libro “Raggi di Luce” diventeranno vive su un palco di un teatro, di una chiesa o di una piazza d’estate, faremo uno spettacolo di evangelizzazione che sarà gratuito, chiederemo solo i soldi per le spese poi chi assisterà se vorrà potrà comprare il libro perché la parola di Dio non si può mercificare. Il signore mi ha donato l’arte della parola e della scrittura e quindi io, dopo che la Madonna in un momento di profonda crisi mi ha donato la strada per una seconda esistenza, cerco di renderle il più possibile grazie al mio lavoro, alle fonte d’informazioni e alle mie possibilità».

Concluso l’incontro Paolo Brosio ha lasciato questo breve messaggio ai nostri lettori: 

Cari lettori e amici di Sicilia Journal, prima di salutarvi voglio fare questo appello spero che possiate accoglierlo, dal 31 gennaio al 3 febbraio partiremo con questo pellegrinaggio da Catania a Medjugorje li oltre a pregare porteremo il mattone del cuore per iniziare a costruire insieme un plesso ospedaliero, ognuno potrà contribuire con una semplice opera di beneficenza compresa nel costo del viaggio, sarà un modo per aiutare tutti i pellegrini del mondo e realizzare un progetto che è guidato e voluto dalla Madonna. Il cuore del sud è molto solidale, qui c’è una grande fede e condivisione nelle difficoltà, per questo voglio partire dalla Sicilia perché siete un popolo generoso e so che potremo fare grandi cose. Grazie spero mi aiuterete in tanti.

Agnese Maugeri

A proposito dell'autore

Divoratrice di libri con una brutta dipendenza adoro “sniffare” quelli nuovi. Logorroica, lunatica, testarda. Amante del teatro, ballerina mancata, l'altezza (esagerata) ha infranto il mio sogno. Appassionata di cinema, tutto ma non horror. Scrittrice per indole, il modo più istintivo per sentirmi bene, prendere carta e penna e scrivere Aspirante giornalista per vocazione e CakeDesigner per diletto. Non sto mai ferma puoi incontrarmi mentre recensisco un evento, una prima o un vernissage, con in borsa un libro e biscotti per ingannare l'attesa!

Post correlati

Scrivi