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NICOLOSI – L’Etna è un parco naturale e un sito UNESCO ma se ben gestito può diventare anche una eccezionale opportunità di sviluppo sostenibile, purché lo si faccia nel rispetto dei valori naturali e paesaggistici.  Oggi l’Etna viene fruita in tantissimi modi: a piedi, a cavallo, in bici, in quad, in elicottero, a cavallo, a dorso di mulo, con la funivia, in fuoristrada ecc. ecc. Ma con quali regole? In effetti un regolamento per la fruizione è stato redatto alcuni anni fa, ma curiosamente non risulta pubblicato sul sito ufficiale del Parco.

Innanzitutto il regolamento se ancora valido andrebbe pubblicizzato e applicato, per tutelare gli ambienti naturali ma anche per evitare che le diverse iniziative si danneggino l’uno con l’altra.  In un periodo di crisi economica come questo non chiediamo di vietare ma di regolare meglio le varie iniziative. Vanno quindi individuati i sentieri secondo il tipo di fruizione, per escursionisti, in bici, a cavallo ecc. Alcuni percorsi invece andrebbero del tutto interdetti alla fruizione non autorizzata preventivamente, per esempio ove ci sono importanti nidificazioni in corso. I mezzi a motore debitamente autorizzati dovrebbero muoversi soltanto nei sentieri ad essi dedicati.

L’osservanza delle Norme e disposizioni del Regolamento è demandata agli Organi dell’Ente Parco. Se necessario all’Ente Parco dell’Etna spetta il compito di creare occasioni di confronto con tutti i soggetti interessati per individuare eventuali modifiche del regolamento e raggiungere il giusto equilibrio tra le diverse esigenze. Un convegno con tutti i soggetti interessati potrebbe essere, per esempio, un primo momento di confronto e approfondimento.

Regole chiare, condivise e soprattutto realmente efficaci e applicate sono una esigenza ineludibile per un vero sviluppo economico dell’area nel rispetto dei valori ambientali.

Maurizio Musmeci

Coordinatore Verdi Catania

 

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