NICOLOSI – Si è concluso il primo livello di attività del protocollo d’intesa stipulato tra il Parco dell’Etna e la Comunità di recupero L’Oasi di Caltagirone, articolato in due fasi, tra l’ex monastero Benedettino di Nicolosi, sede del Parco ed il sentiero natura di Monte Nero degli Zappini.
In virtù del protocollo, voluto dalla presidente del Parco Marisa Mazzaglia e dal presidente della Comunità don Vincenzo Sorce, nell’ambito delle attività di divulgazione e di educazione ambientale si sono svolti vari incontri aventi come oggetto i temi della tutela della natura, che hanno visto impegnati gli ospiti, gli educatori e i dirigenti dell’Oasi, oltre ai funzionari del Parco.
Durante le conferenze, tenutesi nella sede della Comunità, si è parlato degli aspetti amministrativi, storici e naturalistici dell’attività del Parco, di quelli vulcanologici e di quelli escursionistici legati all’Etna, riconosciuto dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità.
Per il Parco hanno incontrato gli ospiti della Comunità il giornalista Salvo Fleres, che ha affrontato le tematiche legate alla legge istitutiva delle aree protette, ma anche aspetti storici; il vulcanologo Salvo Caffo, che ha descritto gli aspetti scientifici e gli effetti delle eruzioni; i dirigenti Rosa Spampinato, che ha parlato dell’Etna territorio agricolo, forestale e botanico e Francesco Pennisi, che ha parlato di turismo ed escursioni.
Nelle prossime settimane, il progetto riprenderà con un ulteriore ciclo di incontri che si terranno presso la sede dell’Oasi e del Parco.
Particolare soddisfazione per l’iniziativa è stata espressa dalla presidente Marisa Mazzaglia che ha ricordato come “il recupero del rapporto tra uomo e natura costituisca un primo passo verso la presa di coscienza della propria condizione di disagio, dunque, verso il suo superamento. L’educazione ambientale non può che contribuire a rendere concreta e diretta un’azione di recupero e di reinserimento, che il Parco considera molto importante”.
A ringraziare per l’attenzione dedicata alla Comunità L’Oasi è stato Giuseppe Morreale, direttore della struttura, anch’egli soddisfatto per l’esito degli incontri e per l’effetto che essi hanno prodotto tra le persone assistite.

Scrivi