Lo scorso 11 gennaio si è verificato l’ennesimo caso di furto con scasso ai danni di veicoli in sosta, presso l’ingresso del sentiero dei Monti Sartorius: a segnalare l’episodio Carmelo Nicoloso, vice presidente vicario di FederEscursionismo Sicilia, impegnato con un gruppo di guide naturalistiche in un’attività escursionistica.

I fatti. All’ingresso del sentiero il gruppo scorge la presenza di vetri rotti presumibilmente appartenenti ad un’auto. Poco distante un altro veicolo con il vetro rotto ed un zaino sul terreno, poco più tardi i proprietari accerteranno la mancanza delle valigie. Il gruppo ha dovuto provvedere autonomamente al fine di assicurare un’adeguata vigilanza sui veicoli.

Ma questo non è di certo il primo episodio. “In questa zona in passato sono già stati segnalati altri furti, da parte delle nostre guide: non è la prima volta che si verificano episodi del genere in questo sentiero, né in quello di Schiena dell’Asino, poco distante dal Rifugio Sapienza – ha affermato Carmelo Nicoloso – Il problema nasce nel momento in cui, con le nostre attività escursionistiche, ci addentriamo in sentieri non battuti nell’area del Rifugio Sapienza, oppure in quella del Rifugio Citelli, ed i veicoli sono lasciati in sosta senza alcuna vigilanza, divenendo oggetto frequente di furto con scasso”. Inoltre, ci sono state segnalazioni circa la presenza sospetta di individui che compiono un vero e proprio avvistamento a bordo di veicoli.

L’attuale situazione, in cui si riscontra una carenza di risorse che possano presidiare il territorio, crea non poche difficoltà a chiunque operi all’interno del medesimo, specie agli escursionisti costretti ad esporre i propri veicoli ad un rischio non indifferente. “Si necessita della presenza di un sito controllato oppure di un pattugliamento nelle zone interessate dalle attività escursionistiche, al fine di garantire una maggiore salvaguardia di persone e beni materiali. Le forze dell’ordine presenti sul territorio si adoperano tanto e con la segnalazione di quanto avvenuto non vogliamo sacrificare il loro importante lavoro: c’è bisogno soltanto di capire come ci si può organizzare meglio. Bisogna evitare di trasmettere un’immagine negativa del territorio e creare una rete protettiva capace di poter offrire a chiunque voglia fruire il territorio maggiore sicurezza”.

Antonella Agata Di Gregorio

 

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