di Valeria Rebeschini

Sedurre è un’arte e Riccardo Tisci, mente creativa della maison Givenchy, dimostra di sapere bene quali strumenti utilizzare affinché possa essere espressa nel modo più graffiante.

Per questa spring summer lo stilista elabora e mescola materiali come pizzo, nappa, chiffon e crepe in favore di contrasti  procaci e provocanti. Crea top trasparenti che abbina furbescamente a pantaloni skinny e stivali-calza; esibisce gonne cortissime sotto corsetti in pelle che strizzano il corpo ed evidenziano le forme. Dalla storia, Tisci ripesca il vestiario dei gladiatori, riadattato in chiave sensuale e condito con un insolito quanto imprevedibile accenno al mondo tirolese.

Irruenti e sicure di sé, le donne di Givenchy sono delle guerriere di un’epoca irreale dal sapore gotico-dark, che, armate di un fascino sfrontato, fanno bella mostra del proprio potere.

Sullo sfondo di un’impeccabile riproduzione di un quartiere chic della capitale francese, Karl Lagerfeld ci racconta la vita delle donne. Che al mattino si recano al lavoro, si incontrano con le amiche o si preparano allo shopping. Donne diverse, stili diversi.

Dal tailleur maschile a completi di stampe floreali, passando per sahariane dall’allure quotidiana. Non manca l’inconfondibile tweed, a rimarcare la forte identità di Chanel. I colori sono quasi sempre accesi ed è importante la presenza di rosa, viola e fuxia, accostati talvolta a gialli e arancioni accesi.

Per la sera si fa più netto il riferimento agli anni ’60, con abiti A-line, motivi geometrici e una certa prevalenza di bianco e nero. Ad illuminare l’insieme sono i dettagli in oro, dalle cinture ai sandali rigorosamente flat.

Con la genialità che lo contraddistingue e quel tocco delicatamente francese, oggi Chanel ci racconta di una donna libera di mostrare la propria femminilità e, soprattutto, la propria personalità. Un privilegio ancora troppo circoscritto.

Con la consueta maestria, l’italianissimo brand Valentino porta in scena il bon ton.

Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, al timone della maison, si ispirano al tema del viaggio e sviluppano una collezione che, dal primo all’ultimo capo, invita a partire. Quindi occhiali da sole, borse a tracolla e sandali bassi: con eleganza e stile, si va. Bermuda dal taglio maschile per ammirare i capolavori dell’arte e dell’architettura, vestiti-foulard per godersi in libertà un paesaggio marittimo, abiti lunghi romantici e d’effetto per le calde serate estive.

Ancora una volta la moda attinge dal passato, e in questo caso è il “Grand Tour” del diciottesimo secolo ad influenzare le creazioni di questa coppia ben assortita. Il lungo giro nell’Europa continentale che portava i ricchi aristocratici del nord ad esplorare le meraviglie del mediterraneo per ampliare le proprie conoscenze, può trasformarsi in metafora moderna. L’Italia resta un riferimento per il suo immenso patrimonio artistico, culturale e paesaggistico e, in fondo, detiene ancora un importante primato su cibo, moda e creatività.

Non ci resta, quindi, che intraprendere un viaggio introspettivo, riscoprendoci e riapprezzandoci per ripartire più consapevoli dei nostri punti di forza.

Scrivi