di Valeria Rebecchin, PARIGI – Puntuale è l’appuntamento con la fashion week di Parigi, che ci racconta l’altra faccia della moda europea, ovvero quella d’oltralpe. Sarebbe, come sempre, riduttivo cercare un messaggio comune che emerga dalle più svariate proposte delle influenti maison francesi, poiché ognuna, con il proprio stile, comunica visioni e sensazioni assolutamente differenti.

In una breve carrellata, ecco quanto i nostri brand di riferimento hanno presentato.

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Moderna, sicura di sé e indiscutibilmente di classe. E’ la donna che Phoebe Philo, creative director di Céline, ci presenta. Sulle note funky di “Back to Life” dei Soul II Soul e del remix di “Feedom” di George Michael, sfila in un’atmosfera metropolitana la quintessenza di una femminilità spontanea: non c’è alcun bisogno di ostentare il proprio potere, né di mettere in discussione i canoni estetici dell’eleganza armoniosa.

Lunghezze alla caviglia, per pantaloni o gonne che scivolano sul corpo, esaltato talvolta da cinture che ne risaltano il punto vita. Su una prevalenza di grafici bianco e nero, spiccano grintosi il blu e il giallo intenso, interrotti da qualche accenno al fuxia e sofisticate stampe floreali. Così, semplicemente, Céline ci racconta di una forza innata che in modo del tutto naturale si lascia cogliere senza dover ricorrere a esibizioni forzate.

Vionnet ci trascina nell’antica Grecia, evocando suggestioni lontane di una sensualità ammaliante. Sui toni dei neutri avorio e beige e del bianco e nero, i drappeggi leggeri che avvolgono le donne della maison francese rimandano ad un’armonia classica.

Ma l’ispirazione al mondo ellenico è solo il punto di partenza; improvvisi e spiazzanti, si insinuano tra gli abiti dal sapore antico tagli futuristici e colori accesi a contrasto. Ci sono camicie maschili e gioielli importanti e, fra le trasparenze, spiccano reggicalze e reggiseni a vista.

 

 

balenciaga-parigi-fashion-week-primavera-estate-2014-1-956342_H151357_LAbiti corti, pantaloni stretti e gonne mini si alternano a tessuti impalpabili sapientemente avvolti sul corpo; una rilettura del passato ad uso e consumo di una donna anticonformista che stupisce provocando.

Di altro genere sono le impressioni che giungono dal mondo Balenciaga, che per questa spring summer sceglie una location avveniristica in funzione di un mood ultra moderno. Alexander Wang, mente creativa alla guida della maison, spiega: “Opulenza e decorazioni: volevo trovare il mio modo di esprimerli”.

Ed è evidente il suo personalissimo tocco nell’interpretazione dei due concetti alla base di questa collezione: il look è pulito, le linee asciutte e chiaro è il riferimento all’universo dell’atletica, da cui spesso Wang attinge. A spezzare il taglio deciso di un genere dinamico ed essenziale ci sono le sporadiche apparizioni di colori pastello come il lilla e il pesca, mentre paillettes e cristalli, assieme alle trama a rete, sono dettagli decorativi che vi aggiungono luminosità.

Un’autentica lezione di stile. E’ ciò che ci ha regalato Alber Elbaz, facendoci sognare con Lanvin. Le immagini parlano chiaro e ci raccontano di un’eleganza storica, che ha vissuto e ancora oggi vive al di sopra di ogni concetto di moda o tendenza del momento. Non è infatti un caso che lo stilista abbia fatto sfilare modelle famose negli anni ’90, che raggianti hanno indossato con ineguagliabile charme abiti fluidi e pizzi e chiffon. La loro interpretazione di uno splendore maturo e affascinante non poteva essere espressa in maniera più efficace.

BALENCIAGA

Elbaz crea mood differenti, passando da materiali come il cady e il jersey al lamé e al broccato. I colori sono il bianco, il nero, l’inconfondibile “blu Lanvin”, il cipria, il mattone e il prugna. L’insieme risulta armonicamente combinato, perfettamente in linea con il passato magico del brand.

 

Raf Simons continua il suo lavoro presso la grande maison Dior mantenendo lo stesso obiettivo delle stagioni precedenti: ricodificare il passato dandogli un volto nuovo, fruibile, alla portata di una donna moderna che non vuole attenersi a certi canoni ormai superati.

Gli accostamenti sono arditi e raccontano di un viaggio che dura secoli. Ecco, allora, che marsine dall’aria ottocentesca si presentano come delicati cappotti e che le gonne a ruota tipicamente fifthies si abbinano con naturalezza a semplici canotte in cotone. Le combinazioni cromatiche lanciano talvolta un messaggio forte, come per le uscite del giallo acido con il nero o del fuxia con marrone, bianco e nero, su bermuda che rimandano a uno street style in chiave chic.

La parola d’ordine è, dunque, mixare, sovvertendo i protocolli del passato e ironizzando su un nuovo concetto di stile. Che, comunque, non perde mai quel tocco velatamente francese, garanzia di un’innata raffinatezza.

 

 

 

 

 

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