CATANIA – “Bilanci preventivi scambiati per consuntivi, approvati a fine anno, quindi sottratti al confronto con le organizzazioni dei cittadini. Incertezze sulla spesa sociale, continuamente minacciata. Nessuno scatto d’orgoglio sulle incompiute: l’ospedale “San Marco” di Librino, ad esempio. Il Pronto soccorso del “Vittorio”, intanto, ha i mesi contati! Gli enti pubblici negano servizi, diritti. E non sostengono la ripresa che a Catania non si vede. Con le aziende private restano invece molte vertenze aperte, troppi motivi di allarme sulla salvaguardia dei lavoratori e dei loro diritti. Emblematico, per noi, il caso-Tecnis sul quale non lasceremo che cali il sipario!”. Lo ha affermato il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, aprendo questo pomeriggio nella sala “Mico Geraci” in via Sangiuliano la riunione dell’Esecutivo territoriale Uil allargato ai segretari comunali. Oltre che da Parisi, l’organismo è composto dai segretari confederali e delle organizzazioni di categoria che sono Salvo Bonaventura, Francesco De Martino, Cesira Ieni, Daniela La Porta, Nino Marino, Francesco Prezzavento, Giancarlo Mattone, Armando Algozzino, Armando Alibrandi, Eugenio Cambria, Giovanni Casa, Alessandro Cavallaro, Salvo Mavica, Enza Meli, Nino Gatto, Giovanni Nicotra, Angelo Oliveri, Stefano Passarello, Giovanni Santagati e Matteo Spampinato.
Nel documento finale approvato dall’Esecutivo, la Uil denuncia sostanziale abbandono delle Zone industriali di Catania e Caltagirone – lo “scandalo-Irsap” – e “sollecita le istituzioni politiche a cambiare marcia sull’adozione di riforme e strumenti per lo sviluppo che sembrano condannati a restare in eterno nel limbo delle promesse elettorali e delle discussioni tra addetti ai lavori”. Aggiunge l’organizzazione sindacale: “E’ intollerabile che non si sappia nulla di concreto sulla sorte delle Province, dei Consorzi tra Comuni e delle Città Metropolitane. Aspettando la Regione, gli enti locali non programmano. Ad esempio, nella prospettiva del “Prg metropolitano”, il Piano regolatore del Comune di Catania rimane impantanato e, intanto, passano gli anni… Servirebbe un po’ di buon senso per comprendere che, a fronte della drastica riduzione degli appalti pubblici, è necessario almeno fornire ai privati le certezze perchè possano progettare nuove iniziative, aprire cantieri, realizzare opere utili alla crescita del territorio e all’incremento occupazionale. Nulla di tutto questo, però”. Altre fronte aperto con la Regione, ma non solo, quello “della tutela del patrimonio culturale collettivo costituito da Teatro Stabile e Teatro Bellini, che sono anche veicolo di promozione turistica”. Il segretario Fortunato Parisi ha annunciato, a questo proposito, “un’azione unitaria per avviare assieme alle altre organizzazioni sindacali una trattativa con il neoassessore Anthony Barbagallo che possa finalmente sciogliere nodi da troppo tempo irrisolti”.
L’Esecutivo sindacale etneo, infine, assicura “pieno sostegno a Carmelo Barbagallo e alla Segreteria nazionale Uil per tutte le iniziative che sollecitano sviluppo, politiche per il lavoro e attenzione al Sud”. “Non a caso da una delle capitali della crisi – scrive la Uil catanese – confermiamo impegno in vista di nuove battaglie per il lavoro dignitoso e per l’occupazione, ma anche in difesa dei pensionati che attendono ancora provvedimenti capaci di riparare i torti subiti negli anni passati. Proprio a Catania, pensando al “Pensionato che vorrei”, si terrà venerdì 22 un’iniziativa nazionale con la partecipazione dello stesso Carmelo Barbagallo e del segretario generale UilP Romano Bellissima. Non ci stancheremo mai di affermare che assicurare più potere di acquisto agli anziani significa rilanciare i consumi e l’economia del Paese. Un pericoloso tentativo di conflitto generazionale è stato innestato in questi anni da chi spacciava i tagli ai danni degli anziani come misure in favore delle nuove generazioni. La disoccupazione giovanile, invece, è aumentata paurosamente. Specie a Catania. E i pensionati, non si sa per quanto ancora, rappresentano in molte famiglie l’ultimo baluardo di sopravvivenza!”.
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