CATANIA − “Rispetto, equità e giustizia per i cittadini. Non sono parole prive di contenuto, per noi della Uil. E’ questo il motivo che ci spinge da Catania, anzi, soprattutto da Catania ‘capofila della crisi’, a sostenere la battaglia della nostra organizzazione e di Carmelo Barbagallo per il rinnovo di tutti i contratti, pubblici e privati, e l’estensione del bonus 80 euro ai pensionati. Perché questo Paese non riparte, se i cittadini non hanno soldi in tasca”. Lo afferma la Segreteria della Uil di Catania che s’è riunita ieri, mercoledì 7, nella sede di via Sangiuliano su convocazione del segretario generale Fortunato Parisi. All’incontro hanno preso parte i segretari confederali Daniela La Porta, Salvo Bonaventura, Francesco De Martino e Nino Marino.

La Segreteria, che s’è aperta con la commemorazione dell’ex segretario provinciale Iano Lo Certo a nove giorni dalla morte, ha sottolineato come “il contratto sia lo strumento principale per affermare i diritti dei lavoratori, ma questi diritti sono oggi negati persino dal governo nazionale con l’illegittimo blocco della contrattazione ai danni del pubblico impiego”. “Negare le ragioni elementari di cittadinanza, prosegue la Uil di Catania, significa anche lasciare allo sbando la macchina amministrativa, innanzitutto negli enti locali che sono prima interfaccia dello Stato con il territorio. Pochi stimoli professionali, sedi fatiscenti, tecnologie obsolete, stipendi inadeguati e carenze di organico sono gli effetti di una politica scellerata che è ancora più scandalosa nel Sud, in Sicilia, a Catania. Qui, dove non si vedono segnali di ripresa, servirebbe più offerta di servizi a cittadini e imprese. Invece, abbiamo denunciato dall’Assemblea nazionale Uil di Bari che entro la fine del 2015 la spesa pubblica nel Meridione sarà tagliata del 6,2 per cento, mentre nel CentroNord la riduzione si fermerà al 2,9 per cento. Dalla Palermo-Catania alla Messina-Catania, intanto, le infrastrutture primarie cedono sotto il peso degli investimenti negati”.

La Uil, impegnata a Catania con Cgil e Cisl a promuovere il presidio della prossima settimana per sostenere la vertenza previdenziale in vista della presentazione della legge di stabilità e la mobilitazione unitaria del 31 ottobre sull’emergenza-Sicilia, manifesta “preoccupazione per lo sgretolamento del sistema pubblico che nega opportunità e futuro particolarmente ai giovani, come segnala il disastro della Formazione professionale, il calo delle iscrizioni all’Università, la nuova impennata della dispersione scolastica, le riduzioni dei fondi per asili nido e istruzione”. L’organizzazione sindacale etnea col proprio leader Fortunato Parisi ricorda anche “l’abbandono dei malati, vittime di scelte sciagurate che hanno provocato un sempre maggiore squilibrio tra Nord e Sud nella disponibilità di posti letto per acuti e lasciato ai margini ogni progetto di medicina territoriale, sostenuto proprio dalla nostra organizzazione sindacale”. “Troppi catanesi, conclude la Segreteria Uil, hanno rinunciato a curarsi, troppi non hanno mezzi sufficienti neppure per assicurarsi pasti regolari e riscaldare la propria abitazione. Non c’è sviluppo senza solidarietà per i più deboli, senza piani concreti contro la povertà assoluta che va assolutamente aggredita!”.

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