Marco Iacona –

 

Ettore Majorana in Venezuela? Fotografato negli anni Cinquanta? Uno dei nipoti del’ex ragazzo di via Panisperna, Majorana anche lui, a giudicare dalle foto – quelle per così dire “ufficiali” – somigliantissimo allo zio, non ci sta.

Lo raggiungo al cellulare. C’è un po’ di stanchezza in chi è costretto a riparlare di questa storia. Ha ragione chi pensa che Majorana vada citato esclusivamente come scienziato. Il più grande dopo Galilei, in Italia: lasciando perdere i dati biografici. Ma come dare torto a chi da anni studia le vicende familiari e le tracce che il catanese ha lasciato prima di sparire, nel 1938? Come ignorare chi è alla costante ricerca di prove o indizi? Un bel rebus, insomma.

Oggi però cambia tutto. Una sentenza della procura di Roma aggiunge qualche verità di Stato. Lo scienziato non si suicidò né si chiuse in convento come pensavano in molti; negli anni Cinquanta fu visto e fotografato in Venezuela. La comparazione tra foto diverse di Ettore Majorana, avrebbe dato un risultato sorprendente. Un certo signor Bini emigrato in Venezuela ed Ettore Majorana, genio italiano, sono la stessa persona.

Tuttavia, c’è un “ma” di troppo, anzi ce ne sono due. «Non vedo alcuna somiglianza nella foto proveniente dal Venezuela» dice il nipote, «innanzitutto in quella foto degli anni Cinquanta lo zio dovrebbe avere tra i quarantacinque e i cinquant’anni… il signor “Bini” sembra un ultra sessantenne. Capisco le vicissitudini che possono portare all’invecchiamento precoce ma mi sembra un po’ troppo». E non basta. «Altri dettagli non coincidono: orecchie, zigomi, labbra sottili, occhi… potrei aggiungere che da giovane ero praticamente uguale gobba compresa, allo zio… solo un po’ più alto. Adesso sono un cinquantenne, ho avuto una vita relativamente complessa ma non assomiglio al signor “Bini”». Dunque? «Interessanti sono altri particolari… ad esempio la modalità che porta le persone a spacciare per reale anche ciò che nulla ha di concreto e ancora di più come ci si possa soffermare su notizie realmente sconclusionate. Aggiungo un’altra cosa interessante, a mio parere. Ho notato che a cadenze regolari, questo caso viene riportato in vita con bufale sempre nuove… a pensarci bene ogni volta che si è parlato della vicenda di zio Ettore era perché i giornali non avevano notizie da dare, o peggio preferivano non occuparsi dei reali disastri politici o economici, stimolando così i pruriti degli italiani… Adesso mi piace sperare che questa notizia sia venuta alla ribalta per mancanza di notizie e non per problemi reali. Ma non ne sono del tutto convinto…».

Ancora più netto un cugino di secondo grado di Ettore. Abitante a Catania. «Quanto mai sarà costata questa “messa in scena”? Era d’avvero un’inchiesta così urgente? Non sarà per caso che si vuol coprire un’altra verità?». Quale, per esempio? «Quasi nessuno ha indagato il fatto che Ettore possa essere stato eliminato da una lobby politica che intendeva colpire, a quel tempo, l’Italia. E quest’aspetto della vicenda non è stato indagato anche a causa di ciò che ha scritto Laura Fermi dopo la morte del marito Enrico. Sono sicuro che la vicenda di Ettore è qualcosa di più di un semplice servizio su “Chi l’ha visto?”».

Il mistero della scomparsa di Majorana continua dunque. Verrà mai scritta la parola “fine’”?

 

A proposito dell'autore

Giornalista e saggista

Marco Iacona, giornalista e saggista. Siciliano non per colpa sua. Autore di sei volumi dal colonialismo italiano all’éra pop passando per il Sessantotto. Il settimo è in arrivo. Conosce Trento, Trieste, Bologna, Milano, Bergamo, Asti, Roma, Firenze, Pisa, Genova e Venezia. Non è mai stato ad Amalfi. Preferisce i fumetti a Nietzsche e Nietzsche a Hegel. Studia la destra ma preferisce Woody Allen. Ama l’opera lirica, la Callas e Pasolini. Ha vissuto quarant’anni in Sicilia e quattro in Piemonte. Nel 2010 ha riattraversato lo Stretto non per nostalgia.

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