di Teresa Fabiola Calabria
PALERMO – “Non respirava più, credevo fosse morta. Per questo l’ho abbandonata in un cassonetto dei rifiuti.” Sono queste le incredibili parole che la madre della piccola, Valentina Pilato, trentenne di origini Friulane, ha rilasciato al Sostituto Procuratore Nino Di Matteo, che segue il caso, durante l’interrogatorio svoltosi presso il reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Cervello di Palermo.

Stando alle parole della donna, che avrebbe nascosto a tutti il proprio stato interessante, incluso il marito, militare dell’Esercito, che sarebbe tuttora all’oscuro di tutto, la bambina avrebbe smesso di respirare, al punto da sembrare morta. A quel punto alla donna, liberarsi del corpicino esanime è sembrata la cosa più ovvia da fare: messo il corpicino in un sacchetto, l’ha poi abbandonato in uno dei tanti cassonetti destinati alla raccolta indifferenziata dei rifiuti per poi allontanarsi. A ritrovare il corpicino, immerso in un lago di sangue, un clochard che passava di li per caso.

La donna, nella serata di ieri, è dovuta, suo malgrado ricorrere all’aiuto del personale ospedaliero del Cervello a causa di un’emorragia che non accennava a fermarsi.
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