di Graziella Nicolosi

PALERMO- È partita da Palermo e si sta diffondendo rapidamente anche all’estero la campagna di sensibilizzazione contro i matrimoni precoci intitolata “Sono Bambina, Non Una Sposa”. L’idea è partita da quattro professioniste appassionate di diritti umani: Giorgia Butera, sociologa della comunicazione palermitana; Valentina Polini, siracusana esperta di geopolitica del Medioriente; Federica Simeoli, fotoreporter originaria di Roma; Alessandra Lucca, fotografa e web designer di Augusta.

Quest’ultima è l’autrice del manifesto-simbolo della campagna, che raffigura una bimba con un velo bianco in testa e una bambola in mano. La campagna, che ha preso ufficialmente il via lunedì 22 settembre, è stata anticipata domenica 21 da Onu Italia, che considera la lotta al fenomeno delle “spose bambine” una priorità della sua agenda. Non a caso, a margine dei lavori dell’ultima Assemblea generale dell’Onu, il nostro Paese ha organizzato un incontro su questo tema, a cui hanno partecipato ilministro degli Esteri italiano Federica Mogherini e il vice direttore esecutivo di Unfpa (l’agenzia Onu per la popolazione) Kate Gilmore. Il fenomeno dei matrimoni forzati rappresenta una vera e propria violazione dei diritti umani (contro cui si esprime anche l’articolo 16 della Dichiarazione universale dei diritti umani) che limita l’istruzione delle giovanissime donne e provoca seri danni alla loro salute fisica e emotiva.

I dati sono da brivido. Nel 2013, nei Paesi in via di sviluppo, una bambina su 3 si è sposata prima dei 18 anni, una su 9 addirittura prima dei 15. Le bambine prive di istruzione hanno il triplo di probabilità in più di sposarsi prima dei 18 anni rispetto a quelle con livello di istruzione più alto. Se la tendenza attuale proseguirà, entro il 2020 saranno ben 142 milioni le bambine che si sposeranno prima di aver compiuto 18 anni. Quattro i Paesi in cui il fenomeno è più diffuso: Niger, Chad, Bangladesh e Guinea. Ai matrimoni precoci si accompagnano i parti. Si calcola che ogni giorno, nei Paesi in via di sviluppo, partoriscono circa 20 mila ragazze sotto i 18 anni. Di queste, circa 2 milioni hanno meno di 15 anni. Ma il corpo di una bambina non è pronto ad affrontare uno sforzo simile: per questo, ogni anno ne muoiono circa 70 mila per complicanze legate alla gravidanza. E sono 3,2 milioni gli aborti a rischio. “Il nostro desiderio – spiega Giorgia Butera – è promuovere la campagna di sensibilizzazione in ogni contesto possibile, partendo dal sistema scolastico. Siamo convinte che il sapere diffuso e condiviso, per quanto riguarda la condizione dei diritti umani negati, possa contribuire ad una presa di consapevolezza utile ad un fenomeno di cambiamento”. L’iniziativa “Sono Bambina, Non Una Sposa”ha ricevuto già numerosi apprezzamenti, fra cui quelli dei presidenti di Senato e Camera Pietro Grasso e Laura Boldrini.   – See more at: http://www.siciliajournal.it/dal-mondo/societa/parte-dalla-sicilia-campagna-sensibilizzazione-bambina-non-sposa/#sthash.4IcfWNIt.dpuf

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