CATANIA – Nessuna benedizione pasquale all’Istituto Comprensivo “G. Biscari – N. Martoglio” di Catania: segnale di un cambiamento radicale della nostra terra, ormai “globalizzata”.

Ed è bene ammettere, sin da subito, a scanso di equivoci, che questo aspetto, tanto “negativo” poi non è, ma dimostra, al contrario, un’apertura di vedute che va oltre il semplice ideale comune. Forse. O forse si tratta solo di un espediente per non creare alcuna polemica.

In tempi in cui, infatti, ogni foglia caduta da un albero fa scalpore, e ad ogni problema dell’umanità si trova come risposta e motivazione, quasi come causa, il fenomeno dell’immigrazione, chiudere qualsiasi spiraglio utile a far polemica diventa una necessità, mettendo perfino da parte, seppur non completamente, la tradizione e i costumi di un popolo.

L’Istituto “G. Biscari – N. Martoglio” è una delle realtà maggiormente “globalizzate” del panorama etneo: in esso, infatti, vengono accolti bambini di diverse etnie, senza alcun pregiudizio. Se, quindi, al Nord Italia si fa la “guerra” per i crocifissi e le preghiere nelle aulee – con tanto di polemica sulla benedizione pasquale negata in alcune città dell’Emilia -, a Catania la storia cambia: “Abbiamo sempre cercato di evitare problemi e contraddizioni tra le varie culture: la nostra è sempre stata un’apertura totale. Proibire qualcosa è indice di ignoranza”, ha spiegato la vicepreside dell’Istituto Comprensivo, Consiglia Sgroi.

“La scuola ha sempre puntato su un equilibrio tra le diverse culture, senza preferenze”, ha aggiunto, sottolineando come, in passato, non si siano stati contrasti e problemi. La ricerca dell’equilibrio, insomma, diventa l’obiettivo primario degli istituti scolastici del nostro tempo, “globalizzati”, a causa anche della presenza di diverse etnie nelle classi. Il tutto in totale cooperazione dei genitori, non più chiusi da certi schemi.

Ma, in questo caso, la faccenda non riguarda solo l’Istituto. Come spiega la vicepreside, “la scuola non ha ricevuto alcuna proposta per effettuare la benedizione pasquale all’interno delle classi”. Nessun sacerdote, insomma, ha proposto il tradizionale giro dei locali come, invece, accaduto in altri istituti. Indifferenza o segnale di apertura? Il mondo cambia, Catania pure, cresce e matura, lasciando dietro sé pregiudizi e vedute che l’hanno a lungo caratterizzata. Catania si globalizza e diventa una città del mondo, a tutti gli effetti, almeno religiosamente.

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