Pasqua vuol dire rinnovo e tradizione. Ogni anno durante questa festività, la più importante nel cristianesimo, si ricorda la resurrezione di Gesù e con essa confermiamo nuovamente la nostra fede. La Sicilia, come ben sappiamo, è terra di devozione e folclore, sono molti i riti e le usanze che durante il periodo della settimana santa, fino a Pasqua, vengono ogni anno riproposti. Il giorno di Pasqua è un giorno di festa e per tanto la buona tradizione affianca all’aspetto sacro anche uno più prelibato legato al mondo culinario.

Tavole imbandite di ogni leccornia sono pronte per ricevere i conviviali, parenti e amici, che si apprestano ad assaggiare succulenti pietanze. Sapori e profumi che variano a seconda della provincia e che spesso richiamano popolazioni lontane, arabe, spagnole, francesi, che in tempi remoti hanno governato la nostra isola.

Così troviamo “u sciusceddu” minestra tipica messinese di origine francese, “il tegame pasquale d’Aragona” nella provincia agrigentina, “l’agnello” che, senza cadere nella polemica dei favorevoli e dei contrari, è un piatto che ha un ruolo preponderante nelle tavole siciliane durante il periodo pasquale. E poi ancora “l’impanata pasquale” focaccia del ragusano di derivazione spagnola, “la gallina con il riso” specialità del siracusano e il “pane della cena” preparato nella parte occidentale e legato ai rituali religiosi del giovedì santo.

Ma non mancano nella genuina consuetudine culinaria siciliana i dolci caratteristici di Pasqua, la prima è la barocca e colorata “Cassata”, il suo nome, così come la sua origine, è arabo e significa scodella, in riferimento al contenitore dove si mescolano la ricotta e lo zucchero, gli ingredienti principali del dolce.

Nel periodo pasquale un altro dolce tipico è la “cuddura cu l’ova” o “aceddu cu l’ova” o “palumeddi” il nome dipende dalla zona in cui siamo, biscotti quaresimali che raffigurano un uccello o un cestino e che contengono alloro interno un uovo integro. Infine abbiamo l’agnello di pasta di mandorla farcito di crema al pistacchio, o quello di marzapane, e poi i “Pupi di Pasqua” o i “Pupi di zucchero o di cena” realizzati anch’essi per le funzioni del giovedì santo.

Come sempre tradizioni e sapori, folclore e fede si uniscono magistralmente insieme in un connubio che è parte integrante della cultura siciliana, una dualità che è insita in tutti noi.

La Pasqua è anche sinonimo di primavera, anche se quest’anno sembra ancora latitare e far capolino solo ogni tanto, con la Pasquetta iniziano le scampagnate, le sagre e le gite fuori porta alla riscoperta della natura e dei suoi profumi.

Augurandovi una serena Pasqua e un piacevole lunedì dell’Angelo (pasquetta) vi invitiamo a scattare le foto dei vostri piatti, i sapori e i profumi della nostra terra e a condividerle nel nostro sito sotto l’apposita sezione “ciauriesapuri” mettendo il nome della vostra pietanza e magari spiegandola. Sarà bello vedere le differenze culinarie tra le varie provincie e inoltre, così facendo, potrete partecipare al nostro contest fotografico e magari essere voi i prossimi vincitori !

 

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