Pasquale Almirante

foto almiranteUn augurio per il 2015? Certamente un augurio di pace e di felicità per il mondo intero e per meridiani e paralleli, ma, com’è consuetudine, rimangono auguri, mentre i meridiani continuano a sezionare il pianeta con i paralleli, ma solo per definire spazi e confini, luoghi e religioni, etnie (“razze”, come è detto nella Costituzione italiana) e linguaggi (non lingue). Ogni anno ce lo ripetiamo: auguri, ma poi l’anno prende le sue strade, così come l’egoismo dell’uomo l’ha voluto. E allora l’unico augurio che mi sento di fare, a parte quello di vedere il sito internet di questo giornale volare al fianco dei grandi giornali nazionali (per soddisfare così l’ego della visibilità), è quello di avere finalmente giustizia sociale per tutti. ”Pio desio”, naturalmente, ma se ci fosse quella tutto il resto, con tutti gli auguri possibili, servirebbe a poco, tranne la necessità della buona salute. Tuttavia anche quella dipende dalla giustizia sociale, perché uno Stato che abbia come punto cardinale (per simiglianza alla 4 virtù Cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza) quell’obiettivo, curarsi in salute, non dovrebbe essere affidato alle Onlus e alla raccolta fondi di Telethon, ma a una politica seria dei Governi.

Giustizia sociale, allora, ecco l’augurio che mi sento di fare; affinchè questo nuovo anno 2015 finalmente “LA” porti, e non solo in Italia, ma anche là dove si acquartierano le piraterie dei trafficanti e là dove si ammazza in nome di un Dio che Goethe aveva visto invece come il Nilo, scorrere come portatore di fertilità nei deserti dove i cammellieri, a notte, dialogavano con la luna per indicare loro le rotte dei pacifici commerci e dei sereni e piani conversari.

PASQUALE ALMIRANTE

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