di Andrea Di Bella

Il lombardismo torna di moda, dove per lombardismo si intende anche il “casinismo”, da Pierferdinando Casini, cioè la pratica dei due forni: andare con chi governa o con chi conviene. Lo fece Raffaele Lombardo, per l’appunto, dall’interno però, cioè da governatore regionale in Sicilia. Eletto con il Popolo della Libertà e con Berlusconi presidente della Regione Siciliana nel 2008, qualche tempo dopo operò il cosiddetto “ribaltone”, accoppiandosi col Pd eportando avanti una sciagurata operazione di maggioranza trasversale all’occorrenza in Assemblea Regionale Siciliana. E’ storia.

Oggi, nel catanese e precisamente a Paternò, città governata da un uomo di sinistra come Mauro Mangano, sostenuto da una coalizione con in testa il Pd, si vive una crisi politica senza precedenti. Soltanto nella giornata di ieri, a seguito di innumerevoli polemiche politiche con lo stesso gruppo di maggioranza, sei consiglieri comunali rappresentati dal consigliere forzista Ignazio Mannino hanno presentato il regolamento del referendum consultivo. I cittadini diranno se piace o meno l’operato del sindaco Mangano, per l’appunto, e della sua amministrazione. Amministrazione che ha incassato un’apertura davvero sorprendente dai banchi dell’opposizione. Parliamo del consigliere Filippo Condorelli, già candidato sindaco per ben due volte, che in un’intervista pubblicata da un periodico locale ha dichiarato come ci sia “la necessità che il sindaco Mangano guardi oltre gli schieramenti”. E, dichiarazione ancor più sorprendente, come si stia pensando di creare un “nuovo soggetto politico” che possa fare da “stimolo” alla giunta. Cioè: sostegno esterno (o magari con un rappresentante in amministrazione) proprio al sindaco del centrosinistra, Mauro Mangano. Una uscita che ha lasciato di stucco quasi tutti, in città: Condorelli è infatti un ex missino, poi evidentemente avvicinatosi alle posizioni di Raffaele Lombardo negli ultimi anni tanto da essere stato anche suo assessore provinciale ai tempi di Lombardo presidente della Provincia Regionale di Catania. Assessorato, quello concesso a Condorelli, verosimilmente a “risarcimento” della mancata elezione a sindaco contro Pippo Failla (rieletto sindaco di Paternò) nel 2007. Torna il lombardismo, quindi. Cioè la capacità (o forse la voglia) di non stare sempre e comunque dalla parte in cui i cittadini ti eleggono, ma dove personalmente e politicamente conviene. O non è così? E’ legittimo, per carità. Ma sarebbe intellettualmente onesto dirlo preventivamente, palesarlo senza ambiguità. Condorelli parla anche di “federazione”, quindi un gruppo di soggetti che intenderebbero perseguire tali posizioni di avvicinamento alla giunta di centrosinistra a Paternò. Con quale scopo non è dato saperlo. Ma il tempo, si sa, è galantuomo.

Andrea Di Bella

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