di Anita Rapisarda

 PATERNO’ –  I paternesi nel giorno che celebra la festa della donna  si sono dati appuntamento nel piazzale antistante l’ospedale “SS. Salvatore” contro la chiusura del punto nascite. Sono proprio le donne che danno la vita  e a queste donne paternesi è stato negato il diritto di partorire nel proprio comune di residenza.  Per questo è stato distribuito un fiocco rosa e azzurro, per ricordare il punto nascite chiuso, l’identità persa, per diventare un monito per il futuro: non esisterà più nessun codice fiscale G371, nessun nascituro si troverà più scritto “nato a Paternò”. Tantissime sono state le associazioni che hanno aderito, dal mondo del volontariato, della cultura, del sociale e sportivo (sono oltre 30), studenti degli Istituti superiori delle scuole cittadine, i commercianti di Paternò, con le associazioni  “Città viva”, “Anpas”, “Proloco”,  “Noi Commercianti” e “Confcommercio”; ed ancora i club service, il mondo dell’informazione, “la Caritas”, il “XII vicariato”, il “Centro per la promozione della Famiglia”, e semplici cittadini. Si ha però l’impressione certificata anche dai fatti, che con il Punto nascite si voglia cominciare a smantellare parte della struttura ospedaliera paternese. Presenti anche  politici nazionale e regionali. Il senatore Salvo Torrisi ha sottolineato come ”le proteste dei cittadini sono sempre importanti e danno forza alle azioni politiche. Oggi  non è in discussione il mantenimento del presidio ospedaliero, ma la protesta è sulla chiusura del Punto nascita annunciata già da anni che è legata purtroppo al dato statistico del numero dei parti che è inferiore a 500,  per responsabilità, come io ho denunciato in più occasioni pubbliche ma anche nell’interrogazione parlamentare, anzitutto di gestione dell’azienda sanitaria ed ha avuto un eco nel fatto che è mancato il raccordo tra la struttura e la gestione del Reparto di ginecologia, i medici del territorio con il consultorio con Belpasso, Ragalna. C’è un deficit di organizzazione, perché  sul piano della potenzialità avremmo diritto a mantenere il Punto nascita, ma lo perdiamo sul piano delle nascite effettive”. Il sindaco di Paternò commenta così la chiusura del punto nascite del punto nascite paternese: “Dimostreremo che la Regione sbaglia a chiudere il Punto nascita e continueremo a chiedere il potenziamento dei servizi. Continueremo a difendere il diritto alla salute dei cittadini di Paternò, e lo faremo, come sempre, puntando ai fatti .La Regione non è tornata indietro rispetto alla decisione di chiudere il Punto nascite, adducendo il motivo che i parti realizzati a Paternò sono stati molto meno di 500, numero minimo stabilito per mantenerlo attivo. Abbiamo tentato di spiegare ai vari direttori generali che si sono succeduti che questi numeri non sono attendibili, ma sono falsati dal costante lavoro che i primari da alcuni anni hanno fatto per indebolire il nostro reparto. Purtroppo non abbiamo avuto ascolto. Ci è rimasta solo la strada dell’opposizione al TAR e la stiamo tentando, chiedendo la sospensiva, cioè sottolineando l’urgenza della decisione, che nell’impostazione precedente del ricorso non veniva evidenziata. Basteranno pochi mesi per verificare che avevamo ragione – continua Mangano – , a dire che il Punto nascita di Biancavilla non raccoglierà mai l’intera utenza di Paternò, e resterà un servizio dimezzato, una scelta sbagliata, un ennesimo spreco! Ma non è solo sul Punto nascita che intendiamo fare battaglia, ma continueremo a lottare perché il nostro ospedale non venga depotenziato, chiedendo la riapertura dei locali chiusi  per i lavori mai iniziati e lo spostamento del Centro trasfusionale in quell’ala del nosocomio e il rafforzamento della diagnostica”. Il deputato nazionale Giovanni Burtone sottolinea che “il lavoro da fare è quello di affrontare e i risolvere i problemi strutturali, e dare una risposta definitiva al progetto e ai lavori che si devono realizzare. ” Gino Ioppolo evidenzia come “la rabbia è legittima per la chiusura repentina improvvisa senza ragione specifica, se non quella della dura legge dei numeri di chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia. A Paternò le nascite ci sono purtroppo però le mamme preferiscono andare a partorire altrove. Come onorevole ho dedicato parte consistente della mia attività nei limiti della capacità di incidere che ho come deputato di minoranza perché non condivido nulla del governo Crocetta soprattutto in materia sanitaria”. Prossimo appuntamento venerdì 13 davanti al Palazzo di giustizia alle ore 10.

 

 

A proposito dell'autore

Insegnante di professione, giornalista per vocazione o viceversa. Ancora sto cercando di scoprirlo. Mi sono avvicinata al bellissimo mondo del giornalismo per caso…forse perché ho sempre avuto la passione di scrivere, vedere quel foglio bianco che inizia attraverso la scrittura a prendere colore, ad avere una forma ben definita mi trasmette emozioni infinite… Potrei provare a sintetizzare la mia personale descrizione con una due semplici parole: Curiosa e innovativa. L’essere curiosa è sinonimo di voler sempre scoprire cose nuove, e poter scrivere di eventi, manifestazioni e tutto quello che fa notizia soddisfa la mia infinita curiosità. Innovativa perché penso che il giornale on line è il futuro della nostra società, ed aver avuto la possibilità di collaborare per questo giornale per me è una grande opportunità ma soprattutto un immenso piacere.

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