PATERNO’ -«Come abbiamo già ribadito nei giorni scorsi, siamo assolutamente contrari alla decisione dell’Asp di Catania di chiudere, dal 1° gennaio, il Punto Nascita del SS. Salvatore, e di trasferire il reparto nel nosocomio di Biancavilla, ancor prima che i lavori nella nuova struttura siano ultimati – afferma il sindaco di Paternò, Mauro Mangano -. Abbiamo già, nei giorni scorsi, inviato una lettera di diffida alle autorità competenti, contro una decisione che appare avventata e incurante della salute dei nostri cittadini, ma visto che tale azione non è stata sufficiente, siamo pronti a presentare ricorso al Tar. Il neo assessore agli Affari legali, Valentina Campisano, in queste ore si sta occupando di preparare tutta la documentazione necessaria; il ricorso sarà corredato da un’istanza cautelare per ottenere, nell’immediato, la sospensione del provvedimento. A nostro avviso, infatti – conclude il primo cittadino di Paternò -, il Punto Nascita del Maria SS. Addolorata non può garantire, allo stato attuale, le condizioni minime di sicurezza per i pazienti, né i requisiti di comfort alberghiero previsti».

Il 21 avevamo mandato una diffida, temendo ciò che stava per accadere:
«Siamo assolutamente contrari alla decisione di chiudere, fra pochissimi giorni, il Punto Nascita del nosocomio paternese. A prescindere da quanto è stato approvato nell’ambito della riorganizzazione della rete ospedaliera, la quale prevede il trasferimento del reparto di Ginecologia all’ospedale Maria SS. Addolorata di Biancavilla, allo stato attuale riteniamo che quest’ultimo non presenti le condizioni minime di sicurezza sanitaria. Pertanto, se in questo momento vi è la necessità di accorpare i due reparti, ancor prima che i lavori nel nuovo ospedale di Biancavilla si completino, chiediamo che tale accorpamento avvenga nel nosocomio di Paternò. Il SS. Salvatore può garantire infatti un miglior confort alberghiero per i degenti, ma soprattutto migliori requisiti di sicurezza sanitaria: a differenza dell’ospedale di Biancavilla, esso è dotato di un centro trasfusionale, disponibile in caso di emergenza, nonché di un servizio di Cardiologia e di un’unità di Radiologia disponibile ventiquattr’ore su ventiquattro. Alla luce di quanto esposto, è evidente, a nostro avviso, che allo stato attuale Paternò è l’unica opzione eleggibile e dunque non possiamo tollerare che la salute dei nostri concittadini venga messa a repentaglio da una scelta del genere. Per le ragioni suddette, invieremo immediatamente una diffida formale a revocare la decisione di chiusura del Punto Nascita del SS. Salvatore, indirizzata a tutti gli organi preposti, ovvero al commissario straordinario dell’Asp. 3, Rosalia Murè, al presidente della Regione, Rosario Crocetta, all’assessore alla Sanità, Lucia Borsellino e per conoscenza, al Prefetto di Catania, Maria Guia Federico».

 

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