Di Alice Vaccaro

PATERNO’  (Foto Video Star) – “Un atto intollerabile per l’intera comunità” questo, in sintesi, il cuore della nota alla stampa inviata dal sindaco Mauro Mangano dopo il grave episodio dell'”inchino e bacio” degli Assinnata sotto la casa del boss dell’omonimo clan legato alla “famiglia” catanese Santapaola. Fatto avvenuto alla luce del sole e nell’ambito dei festeggiamenti in onore della vergine e martire Protettrice della città, Santa Barbara. Vicenda, avvenuta mercoledì scorso, che – come è oramai tristemente noto – ha indotto ieri il Questore di Catania, Marcello Cardona, a emettere un’ordinanza di divieto di partecipazione alle processioni per due comitati portatori delle varette (cerei votivi) durante i festeggiamenti patronali. “Risulta essere fondamentale smontare il sistema mafioso non solo tra i banchi di un tribunale ma anche nella sua essenza culturale” Queste oggi le parole  del Questore Marcello Cardona.

Amarezza per tali fatti è stata espressa dallo stesso parroco delle chiesa di Santa Barbara, Salvatore Magrì, ad intervenire è stato anche Monsignor Nunzio Galatino, segretario generale della Cei (Conferenza episcopale italiana): “Grazie a Dio, la Madonna non si inchina da nessuna parte: quanto più siamo vicini alla vera spiritualità, tanto più siamo lontani da questi ‘inchini’ ai boss mafiosi. La chiesa è forte contro la mafia, ovunque, anche al sud” (Fonte dichiarazione Adnkronos).

Ma ecco la nota del primo cittadino Mauro Mangano ed inviata anche a nome del presidente del Consiglio comunale, Laura Bottino, l’intera Giunta e Consiglio Comunale: «Appoggiamo e condividiamo pienamente la decisione della Questura di Catania e ci sentiamo confortati dalla pronta reazione delle Forze dell’Ordine davanti a questi gravi fatti. Approfittare della festa in onore dalla nostra Santa Patrona per veicolare messaggi contro la legalità, e di compiacenza verso la cultura mafiosa, costituisce un atto intollerabile per la nostra comunità. Questo non rappresenta, nel modo più assoluto, lo spirito delle celebrazioni legate al culto barbarino, e chi ha compiuto tale gesto non ha nulla a che vedere né con il Comune, né con il Comitato dei Festeggiamenti, che da anni collaborano insieme per l’organizzazione della festa. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per impedire agli autori del gesto di partecipare, in futuro, a qualsiasi iniziativa legata alle celebrazioni in onore di Santa Barbara».

Una Paternò, quella per bene insomma, che non vuole calare la testa e chiudere gli occhi davanti a simili avvenimenti che nulla hanno a che vedere con la fede e che purtroppo spesso accadono durante le celebrazioni religiose, non solo nel catanese ma in tutto il sud.

Va poi detto che stamane, giorno della processione e solennità di Santa Barbara a Paternò, il fatto ha attirato l’attenzione di Giulio Golia  (inviato del noto programma televisivo “Le Iene”) che si è recato in città per realizzare un servizio che presto andrà in onda sulla rete televisiva  nazionale. Contrariato, dopo l’intervista rilasciata a Giulio Golia, appare il sindaco Mangano che sul proprio profilo Facebook scrive (con tanto di ironico  hashtag “Grandegiornalismo”): “E quindi il problema del “giornalista” delle iene che mi ha intervistato non era sapere come e se Paternò reagisce e lotta la mafia, se ci sono imprenditori coraggiosi, se ci sono progetti di recupero per i minori, se la dispersione scolastica è ridotta enormemente, ma solo perché gli uffici del comune sono di fronte alla casa di un boss, e se le varette sono pagate o no dal Comune”.

L’ Assessorato alla Cultura del Comune ha intanto organizzato in fretta e furia una riunione che si è svolta questo pomeriggio a Palazzo Alessi, alla presenza dei rappresentanti delle associazioni di volontariato e della società civile. Si è discusso dei gravi fatti accaduti ed organizzato una manifestazione per dire no alla mafia. Si scenderà in piazza (quella dedicata alla Santa protettrice) domani alle 11 durante il solenne pontificale, presieduto dall’Arcivescovo Metropolita di Catania, Monsignor Salvatore Gristina. Verranno distribuiti volantini e sventolati drappi bianchi per sensibilizzare i cittadini, ma anche per gridare tutta l’indignazione provata dalla gente onesta che si batte per la propria città contro un potere, quello mafioso, che non può e non deve prendere il sopravvento su tutto.

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