di Anita Rapisarda

PATERNO’ – A Paternò per l’epifania del Signore il 6 gennaio da due anni avviene “la calata dei re magi”. L’iniziativa nasce grazie alla collaborazione dell’associazione San Biagio, della parrocchia SS Salvatore, della Pro loco, e quest’anno si è aggiunta anche la parrocchia Santa Maria dell’Alto. Ognuno delle parrocchie in diversi giorni delle festività natalizie anima il proprio quartiere allestendo dei piccoli ma tipici presepi viventi. L’anno scorso si è pensato di unire alcuni figuranti delle diverse parrocchie e da lì appunto è nata la manifestazione “la calata dei re magi”, che insieme ad altri personaggi del presepe partono dalla zona villetta di Paternò e incontrano alle palme i figuranti degli altri presepi, e tutti insieme procedono verso la chiesa Santa Caterina dove per l’occasione è stata allestita la capanna con i figuranti Giuseppe,Maria e il bambinello. I re magi arrivano portando i doni si rinnova la tradizionale “Bruciata dei Spinnacchi” . Questa tradizione ha radici molto antiche infatti nell’antica tradizione rurale il periodo natalizio veniva diviso in tre fasi “a cunsata da nuvena”, “a nuvena” e a “scunsata da nuvena”.

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L’allestimento del presepe veniva preparato dopo l’Immacolata e in ogni casa veniva sistemata una grotta con la “spina pulici” (un asparago selvatico che si lavorava piegandolo ad arco ed intrecciandolo), dentro questa grotta verde, su un prato di muschio fresco raccolto nei boschi, veniva posta la capanna con la Madonna, San Giuseppe e il Bambinello riscaldato e dal bue e dall’asino; attorno alla capanna venivano disposti i pastori che rappresentavano i mestieri più diffusi nel paese. Il presepe, oltre che con la “spina pulici” e il muschio, veniva addobbato con frutti di stagione, soprattutto i mandarini e con dolcetti vari e i bambini aspettavano impazienti il giorno della “scunsata da nuvena” per poter gustare finalmente i dolcetti. Le spine che erano stati a contatto con il sacro non venivano buttate, ma bensì bruciate, e se il fumo andava a destra l’annata del raccolto andava bene se andava a sinistra male. Per l’occasione appunto all’interno della Chiesa è stato allestito una “spina pulici” che dopo che è stata spogliata da parte dei bambini di dolcetti e agrumi è stata bruciata fuori la Chiesa. Protagonisti principali appunto i bambini, che raggruppati al centro della chiesa venivano loro distribuiti sacchetti ripieni di dolcetti vari. Il maestro Turi Marchese si è esibito in quattordici quartine a tema scritte da lui e cantate. Soddisfatto della manifestazione il sindaco Mauro Mangano che evidenzia come”questa manifestazione possa diventare una tradizione per la nostra città, tra l’altro la cosa più bella che ho notato in questi giorni di natale è stato vedere tutti i partecipanti di questi bellissimi presepi tra cui SS. Salvatore, San Biagio e la Gangia, la serenità che trasmettevano dal fatto che erano lì ognuno con la sua piccola parte per rendere tutto più bello e funzionante. Non vi era nessuna competizione tra i diversi partecipanti al presepe”.

 

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