Anita Rapisarda

 

PATERNO’ – Grande attesa per l’Epifania del Signore il 6 gennaio e per la “calata dei re magi” e  “pa scunsata da nuvena” due momenti correlati tra di loro che toccheranno l’apice all’interno della chiesa Santa Caterina che da circa tre anni ospita l’evento. L’iniziativa organizzata dal comune di Paternò, assessorato alla cultura, in collaborazione con le parrocchie nasce grazie alla collaborazione della Pro loco (Paternò terra di acqua e fuoco) , dell’Associazione San Biagio, della parrocchia SS. Salvatore, la parrocchia Santa Maria dell’Alto (Matrice) e quest’anno si è aggiunta la parrocchia Criso Re. Ognuno delle parrocchie in diversi giorni delle festività natalizie anima il proprio quartiere allestendo dei piccoli ma tipici presepi viventi. Circa tre anni fa si è pensato di unire alcuni figuranti delle diverse parrocchie e da lì appunto è nata la manifestazione “la calata dei re magi”, e a “scunsata da nuvena”. Alle ore 18 dalla zona villetta di Paternò partiranno i personaggi che interpreteranno San Giuseppe e Maria che insieme ad altri protagonisti provenienti dalle proprie parrocchie, si  incontreranno a San Giovanni (“alle palme” per i paternesi), tutti insieme  procederanno lungo la via Vittorio Emanuele (“strata ritta”) verso la chiesa Santa Caterina dove per l’occasione sarà  allestita la capanna. I re magi arrivano portando i doni dove si rinnova la tradizionale “a Brusciata dei Spinnacchi” . Questa tradizione ha radici  molto antiche infatti  nella cultura rurale il periodo natalizio veniva diviso in tre fasi “a cunsata da nuvena”, “a nuvena” e a “scunsata da nuvena”. L’allestimento del presepe veniva preparato dopo l’Immacolata e in ogni casa veniva sistemata una grotta con la “spina pulici” (un asparago selvatico che si lavorava piegandolo ad arco ed intrecciandolo), dentro questa grotta verde, su un prato di muschio fresco raccolto nei boschi, veniva posta la capanna con  Maria, San Giuseppe e il Bambinello riscaldato e dal bue e dall’asino; attorno alla capanna venivano disposti i pastori che rappresentavano i mestieri più diffusi nel paese. Il presepe, oltre che con la “spina pulici” e il muschio, veniva addobbato con frutti di stagione, soprattutto i mandarini e con dolcetti vari e i bambini aspettavano impazienti il giorno della “scunsata da nuvena” per poter gustare finalmente i dolcetti. Le spine che erano stati a contatto con il sacro non venivano buttate, ma bensì bruciate, e se il  fumo andava a destra l’annata del raccolto andava bene se andava a sinistra male. Per l’occasione appunto all’interno della Chiesa sarà allestito una “spina pulici” che dopo che è stata spogliata da parte dei bambini di dolcetti e agrumi sarà bruciata fuori la Chiesa. Protagonisti principali appunto i bambini, che raggruppati al centro della chiesa saranno distribuiti da parte di tutti i figuranti e volontari del presepe sacchetti ripieni di dolcetti vari.  Il maestro Turi Marchese si esibirà in quattordici quartine a tema scritte da lui e cantate. A conclusione Monsignore Enzo Algeri darà una benedizione a tutti i paternesi.

 

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