PATERNÒ – Uniti ed innamorati sino alla fine ed anche in cielo, le famiglie hanno così deciso di celebrare insieme i funerali dei loro figli: il 23enne Gianluca Parisi e la 22enne Valentina Aureliano, due dei quattro giovani che hanno perso la vita nello schianto mortale tra scooter e moto avvenuto mercoledì scorso in via Unità d’Italia a Paternò.
Vicky così era chiamata Valentina da quanti l’amavano, così l’ha chiamava il suo amato, Gianluca. I funerali congiunti dei due fidanzati si sono celebrati oggi pomeriggio nella Chiesa evangelica “Parola della Grazia” di via Arti e Mestieri.
È stato il giorno del dolore e del lutto cittadino, quello di oggi. Sofferenza, rabbia e nessuna accettazione per una simile disgrazia, inutile aggiungere altro. A prendere la parola durante la funzione è stato il sindaco Mauro Mangano che ha espresso alla famiglia tutto il cordoglio, a nome proprio e dell’amministrazione. Anche il padre di Gianluca ha trovato la forza di parlare ai presenti, ricordando che più volte in passato la città ha espresso la necessità di veder messe in sicurezza le strade cittadine e ricordando che adesso è giunto il momento di “Fare” perché simili tragedie non accadano più; perché non si doveva attendere che il peggio capitasse. Parole di immenso amore rivolte poi anche ai genitori di Vicky: “Lei è e rimarrà sempre mia nuora”.
Intanto le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Paternò proseguono al fine di ricostruire l’esatta dinamica dell’impatto mortale in via Unità d’Italia. Al vaglio dei militari tutte le telecamere di video sorveglianza installate nella zona per verificare se quella maledetta sera (in cui persero la vita anche il 23enne Antonio Faranda e Giuseppe Russo di soli 17 anni) lungo la strada vi fosse un terzo mezzo. Ritorna a farsi spazio, infatti, l’ipotesi, circolata in un primo momento: quella di uno scontro frontale tra la moto Ktm su cui viaggiavano Gianluca e Valentina e lo scooter Honda Sh 300 con in sella Antonio e Giuseppe (impatto che per l’appunto potrebbe essere stato causato dalla presenza di un terzo mezzo). Nulla di certo, ma il dubbio c’è, potrebbe anche essere che i giovani in realtà non viaggiassero lungo la stessa direzione di marcia ma nell’opposta. Quel che è certo è che l’impatto è avvenuto a poca distanza dalla casa di Valentina e che quella sera lei e Gianluca non sarebbero neanche dovuti uscire: una scelta dell’ultimo minuto, una passeggiata per stare un po’ insieme e poi far ritorno a casa; in quella casa in cui non sono più rientrati. Momenti che hanno fatto raggelare il sangue e come dimenticare l’ angoscia di un padre, quello di Gianluca, che ha appreso la notizia a chilometri e chilometri di distanza, mentre era per lavoro in Francia, ed intanto si chiedeva perché Vichy non lo chiamasse avendo appreso solo della morte del figlio.
E domani sarà un’altra giornata intrisa di dolore per Paternò che darà l’ultimo saluto agli altri due giovani che hanno perso la vita nello scontro fatale: Antonio Faranda ed il cognato di quest’ultimo Giuseppe Russo. I funerali, anche in questo caso congiunti si celebreranno a mezzogiorno nella Chiesa Spirito Santo.

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