PATERNÒ – “L’Orlando innamorato”. Il poema cavalleresco, pubblicato per la prima volta nel 1483, si appresta ad essere messo in scena su un palco d’eccezione: la collina storica di Paternò.
È grande attesa, in città e non solo, per lo spettacolo itinerante che si svolgerà sabato e domenica prossimi (dalle 16.30 e sino alla 19.30) e che farà rivivere la successione di avventure fantastiche, duelli, amori e magie narrati nel poema scritto da Matteo Maria Boiardo; con narratori, musicisti, artisti di strada e tanto altro. L’ideazione scenica e la regia sono affidati a Mimmo Cuticchio, noto erede della tradizione siciliana dei cuntisti e dell’Opera dei Pupi (oggi iscritta tra i Patrimoni orali ed immateriali dell’umanità dell’UNESCO), nonché cantastorie, attore e regista teatrale.
Lo spettacolo itinerante de “L’Orlando innamorato” va in scena a conclusione del ciclo di laboratori di formazione teatrale “Il posto dei racconti” promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune paternese e grazie al progetto dell’attore Giovanni Calcagno e della cantante Eleonora Bordonaro, (entrambi artisti paternesi).
“Il pubblico sarà accolto ai piedi della scalinata settecentesca che abbiamo ribattezzato Dei poeti e degli artigiani – afferma Giovanni Calcagno che nello spettacolo ricopre il ruolo di narratore – , da qui saliremo lungo la collina sino al belvedere del Canto, ai piedi de castello, dove ci sarà l’Opera dei Pupi. Il corteo di spettatori, attori, musicisti, pupari, saltimbanchi si snoderà tra gli spazi della nostra collina storica come il Chiostro degli incanti, dove c’è stata una grossa opera di scenografia nel rispetto totale di questa struttura protetta da vincoli. Insomma l’intento è quello di far rivivere in modo diverso tutti gli spazi della collina. Mimmo Cuticchio, oltre all’ideazione scenica e la regia, ha curato tutto il complesso formativo dei laboratori Il posto dei racconti; laboratori che hanno riguardato la scenografia, i costumi, la musica, il canto tradizionale, la recitazione, gli oggetti di scena e la danza. Questo con una dimensione di bottega, di artigianato, che poi è quello che porta Mimmo Cuticchio e con una drammaturgia dei luoghi che caratterizza la sua opera. Attorno a quest’idea si sono unite persone e personalità di vario livello dal punto di vista artistico ed umano che hanno frequentato i nostri laboratori. Ci sono coreografi e musicisti importanti accento a persone che invece hanno incontrato per la prima volta l’arte”.

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