Anita Rapisarda

PATERNO’ – Anche la Chiesa oltre al Comune di Paternò ha prontamente risposto alla vicenda seguita dal nostro giornale in merito all’inchino delle varette e alla fermata del fercolo di Santa Barbara davanti la casa di esponenti  della malavita locale.  Di seguito riportiamo il comunicato stampa emanato dalla comunità parrocchiale Santa Barbara: “La comunità parrocchiale di S. Barbara insieme ai suoi parroci è fortemente indignata per l’aggressione mediatica scatenata da molte testate giornalistiche nei giorni della festa della santa patrona S. Barbara, su fatti accaduti alcuni giorni prima della festa in un contesto in cui né il clero, né la comunità parrocchiale avevano responsabilità diretta.

Lamentiamo l’imprecisione di notizie che suonano come diffamatorie nei confronti della comunità cattolica paternese e in modo particolare nei confronti della parrocchia S. Barbara che ogni anno si impegna a celebrare con fede e devozione le festività patronali.

Si precisa pertanto che:

  • è falso che il fatto contestato si sia svolto durante la processione con il simulacro della santa Patrona, ma risale al 02 dicembre, vigilia della festa e in un contesto di animazione folkloristica nei quartieri della città, quindi non in un contesto tipicamente religioso, ma di pertinenza delle forze di ordine pubblico.
  • è falso che la Santa si sia “inchinata” alla mafia perché tale fatto non è mai accaduto, né accadrà mai;
  • è falso che al momento dell’inchino del cereo sotto l’abitazione della famiglia in questione fossero presenti esponenti del clero o fedeli accorsi appositamente per vedere l’indegno spettacolo;
  • è falso che ad accompagnare la ballata del cereo vi fosse presente la banda cittadina che non accompagna mai i cerei, ma solo il fercolo con l’effige della Santa;
  • è falso che la festa è stata interrotta o sospesa dal questore di Catania il quale ha solo preso i dovuti provvedimenti verso i cerei in questione, immediatamente attuate dai parroci e dal comitato dei festeggiamenti;
  • è falso che il clero ha taciuto o è stato “omertoso” di fronte a questi fatti dai quali ha preso le distanze applicando il provvedimento del questore notificato la sera del 03 dicembre, pacificando gli animi, garantendo una serena continuazione della festa che è della città e non della mafia, e rilasciando interviste a chi ne ha fatto richiesta. Si segnalano gli interventi del vicario foraneo Monsignore Enzo Algeri (intervista a Sat 2000, a Ciak Telesud, ad Avvenire; comunicato sui social network); le interviste a padre Salvatore Magrì al Tg di Rai 3 e al Tg di Video Star); omelia dell’arcivescovo di Catania ed intervista a Video Star. Tali voci sono state maliziosamente emarginate al fine di formulare l’accusa di essere omertosi, mentre l’intento del clero era quello di non prestarsi a fare pubblicità ad un gesto che con questo clamore mediatico ha ottenuto notorietà al di là delle aspettative degli autori del gesto e non hanno voluto trasformare la festa di S. Barbara in una manifestazione antimafia.
  • è falso che membri di un inesistente comitato parrocchiale dei festeggiamenti abbia fatto “intimidazioni” o “minacce” nei confronti del consiglio comunale. In verità membri del comitato cittadino dei festeggiamenti  rettori dei cerei e onesti cittadini, alla vigilia di una festa che ancora era in bilico per la mancata approvazione del bilancio, sono andati a sollecitare un atto di responsabilità  da parte del consiglio comunale che nei giorni precedenti aveva a tutti assicurato l’approvazione del bilancio e l’immediata esecutività al fine di non porre ostacoli agli impegni economici che già le parti interessate avevano sostenuto per onorare il programma dei festeggiamenti iniziato già, come ogni anno, il 03 novembre.

Stando così le cose si dichiara che il fatto è stato notevolmente strumentalizzato al fine di creare un danno all’immagine della città di Paternò, della comunità parrocchiale e della festa che sta tanto a cuore ai cittadini.

Il vicario Foraneo del XII Vicariato di Paternò

Monsignore Enzo Algeri.

 

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A proposito dell'autore

Anita Rapisarda

Insegnante di professione, giornalista per vocazione o viceversa. Ancora sto cercando di scoprirlo. Mi sono avvicinata al bellissimo mondo del giornalismo per caso…forse perché ho sempre avuto la passione di scrivere, vedere quel foglio bianco che inizia attraverso la scrittura a prendere colore, ad avere una forma ben definita mi trasmette emozioni infinite… Potrei provare a sintetizzare la mia personale descrizione con una due semplici parole: Curiosa e innovativa. L’essere curiosa è sinonimo di voler sempre scoprire cose nuove, e poter scrivere di eventi, manifestazioni e tutto quello che fa notizia soddisfa la mia infinita curiosità. Innovativa perché penso che il giornale on line è il futuro della nostra società, ed aver avuto la possibilità di collaborare per questo giornale per me è una grande opportunità ma soprattutto un immenso piacere.

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