PATERNÒ − In questi ultimi giorni la scalinata settecentesca di Paternò,  costruita nel 1782 e che collega la parte bassa della città a quella alta, è stata al centro di una aspra polemica da parte della cittadinanza. Ogni anno in occasione del venerdì santo vi si svolge la processione del Cristo morto e dell’Addolorata. Quest’anno l’amministrazione comunale per garantire il regolare svolgimento della processione ha fatto in modo che la scalinata, deturpata da scritte ingiuriose e volgari, venisse ripulita tingendone le pareti color ocra e marsala. Prima di questo sbrigativo provvedimento lo stesso Prevosto Don Sscalinata 2alvatore Alì aveva avanzato l’ipotesi che la processione non passasse lungo la scalinata ridotta in pessime condizioni a causa di vandali e incivili. Dopo la pulitura, immediata è stata la risposta sui social network dei cittadini, i quali si sono chiesti se alla Sovrintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Catania, organo di tutela dei beni architettonici e monumentali, fosse stato comunicato da parte del Comune l’intervento realizzato. C ’è da chiedersi invece se la polemica arriva da parte di cittadini dell’opposizione che non vedono di buon occhio l’amministrazione in carica, la quale ha risposto con un secco no comment.
I paternesi preferivano una scalinata deturpata oppure è più importante sapere se l’organo competente sia stato informato? Il coordinatore del Megafono, Michele Milazzo, ha annunciato che nei prossimi giorni verrà fatto un esposto alla Sovrintendenza dei Beni Culturali di Catania, alla procura della Repubblica, ai Carabinieri della compagnia di Paternò e al nucleo che si occupa della tutela del patrimonio, nel quale si chiede di sapere se la Sovrintendenza fosse stata informata dei lavori e se quest’ultima “non ritiene utile e necessario intervenire per stabilire se i lavori siano stati eseguiti in maniera corretta, autorizzati e non abusivi. Un corretto intervento di rimozione dei graffiti e delle scritte doveva prevedere alcune fasi, tutte indispensabili: la rimozione dei graffiti con prodotti specifici; la pulizia e il lavaggio della superficie con acqua; la velatura o tinteggiatura della parete o sua parte; infine la protezione con un prodotto antigraffiti che renderà un’eventuale successiva rimozione più semplice e meno onerosa. Tutto ciò non sarebbe stato eseguito”.

Anita Rapisarda

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