Giuseppe Busacca

Giuseppe Busacca

Michele Cappadonna

Michele Cappadonna

Salvatore Colonna

Salvatore Colonna

Giuseppe Pizzo

Giuseppe Pizzo

Tindaro Giuttari

Tindaro Giuttari

Luciana Panissidi

Luciana Panissidi

Carmelo Zeus

Carmelo Zeus

La Squadra Mobile della Polizia di Messina insieme al Commissariato di Patti e alla Sezione di Polizia Giudiziaria – Aliquota della Polizia di Stato presso la Procura della Repubblica di Patti, nelle prime ore di stamattina, ha eseguito l’operazione “Patti & affari” dando esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di sette soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata a reati contro la pubblica amministrazione nonché dei reati di turbata libertà degli incanti, frode in pubblici servizi, abuso induttivo e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
In particolare, la misura è stata adottata nei confronti di:
Giuseppe Busacca, 58 anni, nato a Ficarra, residente a Pace del Mela e presidente cooperativa (arresti domiciliari);
Michele Cappadonna, 59 anni, nato e residente a Patti, imprenditore e presidente cooperative (arresti domiciliari);
Salvatore Colonna, 61 anni, nato e residente a Patti e funzionario amministrativo dello stesso comune (arresti domiciliari);
Giuseppe Pizzo, 61 anni, nato a Raccuja, residente a Patti e presidente cooperativa (arresti domiciliari);
Tindaro Giuttari, 56 anni, nato e residente a Patti e imprenditore (divieto di dimora a Patti);
Luciana Panissidi, 61 anni, nata e residente a Patti e dirigente dello stesso comune (sospensione dalle funzioni per 8 mesi);
Carmelo Zeus, 62 anni, nato e residente a Piraino, funzionario amministrativo dello stesso comune (sospensione dalle funzioni per 8 mesi).
Il provvedimento cautelare scaturisce da alcune complesse, articolate e corpose indagini, protrattesi per molti mesi, che hanno comportato lo svolgimento di numerose attività tecniche (intercettazioni telefoniche ed ambientali) e l’acquisizione degli atti relativi a numerose gare d’appalto nel periodo 2008/2013. Dall’analisi degli elementi raccolti è emersa la sussistenza di un sodalizio criminale, tra politici ed imprenditori nel comune di Patti, nel periodo della giunta Venuto in cui era assessore ai servizi sociali Francesco Gullo. Attraverso la violazione sistematica delle regole della libera concorrenza nelle procedure negoziali, nonché attraverso la non corretta applicazione delle norme stabilite dalle leggi in materia (regionali e statali) e dal codice appalti, è stato possibile garantire ad un ristretto gruppo di imprenditori collusi (capeggiato da Pizzo e Cappadonna) il sostanziale monopolio dei servizi sociali.
Il metodo applicato (definito “giochetto” dagli stessi interessati) era quello di invitare alle gare le sole ditte con sede nel distretto 30 (avente comune capofila Patti) ed appartenenti al gruppo di controllo di Pizzo e Cappadonna. Alle gare quindi si presentava solo quella che previo accordo doveva essere designata e, in caso di presentazione delle altre invitate, queste o facevano in modo di presentare condizioni meno vantaggiose per l’amministrazione o commettevano un’irregolarità formale che ne comportava l’esclusione.
Nella richiesta è stata ipotizzata la presenza di un’associazione a delinquere capeggiata da Pizzo e Cappadonna, con la partecipazione di Francesco Gullo e di altri due imprenditori, nonché dei due dipendenti comunali Panissidi e Colonna. Il Gip, pur riconoscendo l’esistenza del sodalizio e la sussistenza dei reati di abuso d’ufficio ipotizzati (quattro capi riguardanti condotte commesse negli anni 2009 e 2010), ha escluso la sussistenza di gravi indizi probanti la consapevole partecipazione per i due dipendenti comunali. In seguito al passaggio alla nuova giunta Aquino (giugno 2011) si registra un cambiamento degli equilibri politici e il sodalizio criminale viene meno. Quindi si assiste ad un cambiamento di strategia degli imprenditori che cercano di consolidare la posizione predominante anche con i nuovi arrivati. Ciò che emerge in questa fase è la presenza di nuovi soggetti (Giuttari, Busacca) che riescono ad inserirsi nelle assegnazioni e a rompere il predominio di Pizzo e Cappadonna ma ciò si verifica soltanto in una prima fase in quanto, a partire dalla fine del 2011, il gruppo si ricompatta e si riscontrano svariate ipotesi di turbative d’asta che si protraggono per tutta la durata del periodo di osservazione (fino alla metà del 2012).
Nel corso delle indagini è emersa la reiterata ingerenza di politici nelle assunzioni di personale in seguito alla assegnazione dei servizi. Dopo la vittoria nella gara l’imprenditore assegnatario era sistematicamente contattato dai politici (cioè dai dipendenti comunali incaricati dai politici di segnalare i nominativi di personale da assumere); gli imprenditori accettavano tale imposizione inserendo i lavoratori segnalati anche se, a volte, privi dei titoli necessari, incompetenti o non preparati come altri assunti in precedenza dalle cooperative e che a causa delle imposizioni politiche dovevano essere licenziati. Il Gip, per tale condotta, ha riconosciuto la fortissima ingerenza dei politici ed il legame tra queste assunzioni ed il contesto elettorale di riferimento (trattandosi di una sorta di remunerazione per i voti ricevuti) evidenziando in più occasioni che era provato il collegamento tra le segnalazioni politiche e le assunzioni ma ha escluso che questo modo di fare potesse integrare il reato di corruzione per assenza di prova dell’ingerenza dei politici nella fase precedente delle procedure negoziali. Ciò ha comportato l’assunzione, in molti casi, di personale non preparato che ha fornito servizi scadenti in settori delicati come l’assistenza ai disabili, ai minori e nelle colonie. Infatti è stata ipotizzata l’esistenza di più reati di frode nelle pubbliche forniture per l’assunzione di personale privo del titolo OSA (operatore socio assistenziale) richiesto dai bandi.
Tindaro Giuttari, inoltre, è stato accusato del reato di violenza privata ai danni di Cappadonna e Domenico Pontillo per avere indotto quest’ultimo ad appoggiare la sua coalizione politica con la minaccia di ostacolare l’assegnazione dei servizi alle cooperative riferibili a Cappadonna.
Colonna è stato accusato per due episodi di abuso induttivo ai danni di due donne che si erano recate da lui per ottenere contributi assistenziali.

Di seguito le condotte contestate ai soggetti destinatari del provvedimento:
Giuseppe Busacca quale presidente della Cooperativa Genesi in cambio dell’assegnazione del servizio di assistenza domiciliare disabili per il distretto D30 per l’anno 2012 assumeva personale segnalato da politici e amministratori. Lo stesso attuava condotte estorsive nei confronti di alcuni dipendenti costretti a sottoscrivere lettere di dimissioni preconfezionate sotto minaccia di non essere altrimenti assunti. Le stesse lettere venivano poi utilizzate per dissimulare i reali licenziamenti evitando di incorrere nelle penalizzazioni contributive previste dalla normativa perpetrando truffa aggravata. Il personale assunto, peraltro, risultava privo dei requisiti di legge e la loro assunzione integrava gli estremi del reato di frode nell’esecuzione del contratto. A Busacca si contesta anche di avere stretto accordi illeciti con Michele Cappadonna (amministratore della cooperativa Pegaso) per turbare la libera selezione della ditta assegnataria del servizio di assistenza domiciliare agli anziani e telesoccorso nel comune di Patti per l’anno 2012. Nello specifico Busacca contattava Cappadonna per comunicargli l’intenzione di presentare un’offerta con ribasso minimo del 2% in cambio di future collaborazioni.

A Michele Cappadonna quale imprenditore nel settore dei servizi sociali operativi nel territorio di Patti e dei comuni del distretto D30 viene contestato di essere tra i capi e promotori di un’associazione a delinquere impegnata nel concordare con altri imprenditori la spartizione dei servizi e le modalità di partecipazione alle gare. A lui viene contestato di essersi adoperato nei confronti degli amministratori del comune di Patti, dopo la pubblicazione del bando relativo al servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso per l’anno 2012 (che stabiliva di procedere all’assegnazione attraverso la procedura dell’offerta economicamente più vantaggiosa), per modificare la suddetta modalità di selezione con l’apparente motivazione di accelerare le procedure di affidamento per evitare disagi all’utenza e in realtà agevolare l’aggiudicazione della gara alla cooperativa Pegaso di cui era amministratore. A Cappadonna si contesta anche di avere stretto accordi illeciti con Busacca per turbare la libera selezione della ditta assegnataria del servizio di assistenza domiciliare agli anziani e telesoccorso nel comune di Patti per l’anno 2012. Cappadonnna quale amministratore della cooperativa Petit, nel corso della procedura di assegnazione del servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso del comune di Librizzi per l’anno 2012, contattava il presidente di altra cooperativa per chiedergli di non partecipare alla gara, ricevendone l’assenso. Nella stessa occasione, avvalendosi della collaborazione del Sindaco del comune – che gli assicurava la disponibilità di un immobile consentendogli di fruire di una maggiorazione del punteggio legato alla propria proposta contrattuale – turbava la libertà della gara.

Salvatore Colonna quale funzionario dell’Ufficio Servizio Sociale del comune di Patti, per agevolare l’assunzione di personale presegnalato privo dei prescritti requisiti (titolo OSA) presso la cooperativa di Giuseppe Pizzo aggiudicataria di servizio di assistenza igienico sanitaria scuole per l’anno 2011 nel comune di Gioiosa Marea, escogitava l’espediente di far inoltrare al comune di Patti e far vistare con presa d’atto dal proprio ufficio una richiesta di conferma di operatori precedentemente assunti per pretese “ragioni di continuità didattica”. Colonna, in concorso con amministratori locali, segnalava personale da assumere all’imprenditore Giuseppe Busacca assegnatario del servizio di assistenza domiciliare disabili per il distretto D30 per l’anno 2012. Nell’ambito della gara per il servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso per l’anno 2012 a Patti, lo stesso Colonna (quale componente della commissione aggiudicatrice) influiva nella valutazione del progetto presentato dalla cooperativa Maresol riconducibile all’indagato Tindaro Giuttari per agevolarla nell’assegnazione. Stessa illecita condotta agevolatrice poneva in essere per l’ATI riconducibile a Giuseppe Pizzo nel corso della selezione della ditta affidataria del servizio di assistenza domiciliare educativa distretto D30 per l’anno 2012, nonché nella gara relativa alla colonia estiva distrettuale per l’anno 2012. Inoltre, nel corso della predisposizione della determina per il bando relativo alla colonia estiva, inseriva il necessario requisito della sede operativa in territorio di Patti. Allo stesso funzionario comunale di Patti viene contestato di avere abusato della propria qualità e dei relativi poteri inducendo due donne a promettergli indebitamente favori sessuali in cambio, rispettivamente, dell’assegnazione di un alloggio popolare e dell’inserimento nel progetto “Spazio Lavoro”.

A Giuseppe Pizzo quale imprenditore nel settore dei servizi sociali operativi nel territorio di Patti e dei comuni del distretto D30, viene contestato di essere tra i capi e promotori di un’associazione a delinquere impegnata nel concordare con altri imprenditori la spartizione dei servizi e le modalità di partecipazione alle gare. Nella qualità di legale rappresentante della Cooperativa Capp 1990, aggiudicataria di servizio di assistenza igienico sanitaria scuole per l’anno 2011 nel comune di Gioiosa Marea, per agevolare l’assunzione di presegnalato personale privo dei prescritti requisiti (titolo OSA) ricorreva al già citato espediente di far inoltrare al comune di Patti e far vistare con presa d’atto dall’ufficio servizi sociali, una richiesta di conferma di operatori precedentemente assunti per pretese “ragioni di continuità didattica”. Nella stessa qualità, a seguito dell’aggiudicazione del servizio di assistenza igienico sanitaria scuole presso il comune di Oliveri (facente parte del distretto D30), accettava di assumere un’operatrice segnalata da quel comune anche se priva dei prescritti requisiti professionali (titolo OSA). Analogamente, nell’ambito dello stesso servizio svolto nel comune di Raccuja (anch’esso rientrante nel distretto D30), accettava di assumere due operatrici segnalate dal comune prive dei requisiti necessari. Nel corso della selezione della ditta affidataria del servizio di assistenza domiciliare educativa distretto D30 per l’anno 2012 nonché nella gara relativa alla colonia estiva distrettuale per l’anno 2012, Giuseppe Pizzo (quale responsabile di ATI) veniva agevolato dall’indagato COLONNA con l’indebita attribuzione di un punteggio superiore a quello che gli spettava.

Tindaro Giuttari faceva da tramite nella segnalazione per l’assunzione da parte di Giuseppe Busacca, quale presidente della Cooperativa Genesi affidataria del servizio di assistenza domiciliare disabili per il distretto D30 per l’anno 2012, di personale segnalato da politici e amministratori di Patti. Quale referente della cooperativa Maresol fruiva di indebita assegnazione di punteggio superiore a quello che gli spettava nella gara per il servizio di assistenza domiciliare per anziani e telesoccorso per l’anno 2012 a Patti previo accordo con il componente della commissione aggiudicatrice Colonna. Allo stesso Giuttari viene contestato il delitto di violenza privata per avere ostacolato – in più occasioni legate a gare per servizi sociali – le ditte riferibili a Michele Cappadonna attraverso differenti modalità operative (partecipazione alle gare di altre ditte a lui vicine e disponibili a ribassi eccessivamente competitivi, eccezioni procedurali).

A Luciana Panissidi quale dirigente dell’Area servizi sociali del comune di Patti si contesta la materiale adozione degli atti provvedimentali di propria competenza che hanno reso possibile le singole condotte illecite menzionate.

A Carmelo Zeus quale responsabile area amministrativa del comune di Piraino si contesta di avere ricevuto da Michele Cappadonnna, durante la procedura di assegnazione del servizio assistenza domiciliare anziani e telesoccorso per l’anno 2012 a Piraino, una busta contenente una percentuale di ribasso superiore a quella indicata nell’offerta formalmente presentata con l’accordo che, in caso di necessità, avrebbe proceduto alla relativa sostituzione. A seguito dell’assegnazione del servizio alla cooperativa Pegaso, Zeus ha richiesto l’assunzione di una persona.

La Procura della Repubblica di Patti ha, inoltre, emesso ulteriori 39 avvisi di garanzia per i reati di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, corruzione e turbativa d’asta. Tra i destinatari figurano:
Giuseppe Mauro Aquino – attuale Sindaco di Patti;
Giorgio Cangemi – attuale Presidente del Consiglio Comunale di Patti;
Nicola Molica – attuale Assessore della Giunta Comunale di Patti;
Alessio Papa – Vice Presidente del Consiglio Comunale di Patti;
Domenico Pontillo – Consigliere Comunale di Patti;
Nicola Giuttari – Consigliere Comunale di Patti;
Giuseppe Venuto – ex Sindaco di Patti;
Francesco Gullo – ex Vice Sindaco ed ex Assessore del Comune di Patti;
Renato Cilona – Sindaco del Comune di Librizzi.

A.F.

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