di Nicoletta Castiglione

CATANIA – C’era una volta il Partito Democratico catanese, c’era una volta un partito di maggioranza importante e unitario. Ci sono poi due anni di commissariamento alle spalle ed un presente frammentato e tormentato, che oggi più che mai rischia di infliggere un grave colpo al centrosinistra etneo.

La bufera di polemiche piovute negli ultimi giorni si è abbattuta soprattutto sul deputato Giuseppe Berretta, reo d’attaccare pretestuosamente l’amministrazione Bianco sul tema delle locazioni, proprio nel momento in cui la giunta sembra averle sensibilmente ridotte, di 1.400.000 euro nel 2014 come sottolineato dall’assessore  Girlando. Il siparietto a suon d’accuse e chiarimenti, ha radici ben profonde però. E’ ormai da mesi che il deputato Berretta, punta il dito contro un’amministrazione a suo dire in fase di stallo, che a scapito delle promesse fatte in campagna elettorale, ha trascurato e continua a trascurare puntualmente le situazioni più critiche della città -” Prendiamo come esempio il quartiere Librino, si era detto che sarebbe stata una priorità, così come la cittadella giudiziaria, o la cittadella della polizia. progetti da realizzare che non si sono ancora concretizzati.”

Ma è stato col sorgere del nuovo anno, che la situazione sembra essere degenerata, con il sopralluogo effettuato insieme al consigliere Notarbartolo presso i locali di via Manzoni, affittati ad un prezzo a loro dire inspiegabile da una società privata, la Imeservice, al Comune di Catania. E qui comincia la danza: 6.666.euro mensili per un paio di stanze fatiscenti,è la cifra su cui si aggirerebbe il contratto di locazione secondo i politicanti-detective, per un ammontare di 80mila euro annui.

“E’ tutto falso” ribattono dal  Comune con tanto di dichiarazione scritta e sottoscritta della società che ha affittato l’immobile: “Il vero canone netto è di 64.000 euro l’anno, e i locali affittati sono un’ottima vetrina per la città”.

E se questi tizzoni ardenti non fossero sufficienti ad incendiare la bagarre, a fomentare la questione ci hanno pensato le compagne di partito di Berretta, che piroettando su affilatissimi comunicati stampa, si scagliano polemicamente sul sottosegretario alla giustizia.

Maria Ausilia Mastrandrea : -“Ci sarebbe da chiedere a Beretta come mai questo suo impegno, da sottosegretario alla Giustizia, non si sia notato quando si trattava di eliminare il contratto di locazione stipulato dal Comune per dei locali inadeguati e in parte sotterranei per il Tribunale del Lavoro di via guardia della Carvana, con un canone di ben 80mila euro che sarebbero stati sufficienti ad acquistarli, . e non si è notata nemmeno quando era consigliere comunale per l’altro enorme contratto da 900.000 euro dell’immobile al Faro Biscari,stipulato dalle passate amministrazioni.” Vicende scottanti e vergognose quelle rivangate dal consigliere Mastrandrea, d’entità più grave per esosità dei costi, rispetto ai locali di via Manzoni, allora, perchè scatenarsi solo ora? Perchè rompere il silenzio del guerriero solo adesso e non quando forse era più sensato farlo? Perchè fiondarsi al centro della città, disturbando stampa e società private e non sollevare un polverone per esempio per la ferita ancora pulsante della questione riguardante l’ex Palazzo delle poste acquistato nel 1999 dall’amministrazione Bianco rimasto fino ad oggi una delle più grandi incompiute della città? Certo, negli anni si sono susseguiti gli appelli dei consiglieri in merito alla vicende, e lo stesso Berretta si occupò della vicenda in veste di sottosegretario alla giustizia, ma non con tanto pathos si sussurra nelle stanze del potere.

Che questi contrasti all’interno del Pd siano solo il preludio per un progetto di disintegrazione più grande? o dietro l’attacco del sottosegretario alla giustizia c’è solo il più volte sbandierato dai suoi accusatori “rosicamento da mancata candidatura”?

Concetta Raia:_” Personalmente ritengo che nel reiterato comportamento di una parte della maggioranza del governo della città, che si comporta piuttosto come una frangia d’opposizione pregiudiziale ed incattivita, non ci sia nulla di costruttivo o conducente verso una politica di rinnovamento,perchè non è che non i blitz, per altro inutili che si crea il confronto.”

“Non rosico. Ho dimostrato di aver superato quel passaggio. Abbiamo sostenuto Enzo Bianco pur avendo delle perplessità sulle modalità di quella scelta. A distanza di due anni è normale che si facciano delle considerazioni su come si è governato e sul futuro. Ho solo dato voce ad un’insoddisfazione giustificata  e diffusa.” amaramente sembra voler spegnere le insinuazioni e le polemiche il protagonista della nostra storia, ma siamo sicuri che non sia invece della velata benzina sul fuoco?

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