Fischer, presidente Sip: «Per la sicurezza psico-fisica, una relazione equilibrata con l’ambiente»
NICOLOSI  – «Quando si parla di sicurezza del bambino è necessario tenere conto dell’ambiente in cui i nostri ragazzi si muovono. Perché il bambino abbia le giuste basi di sicurezza psico-fisica, è necessario stabilire con l’ambiente che ci circonda un giusto equilibrio, per poterlo rispettare in ognuna delle sue sfaccettature». A dirlo, in apertura dei lavori della giornata di confronto dedicata dalla Società italiana di Pediatria al tema «Bambini Sicuri», proprio il presidente della Sezione siciliana della Sip, Alberto Fischer, che ha proseguito: «Del resto la vita dell’uomo è indissolubilmente legata all’ambiente in cui vive, soprattutto in un ambiente come quello etneo».
Alla sua voce si è unita quella di Sergio Mangiameli, presidente dell’associazione di educazione ambientale “Piuma Bianca” che ha lanciato a tutti i relatori un invito: «Una volta dissi che mi sarebbe piaciuto avere un Parco a misura di bambino, per potermi interfacciare con delle cariche baby, cosa che accade già con alcune istituzioni. Vorrei che il prossimo anno sentissimo proprio le ragioni dei bambini e poi “ricreare” le cose da loro chieste, per mostrare loro il rispetto di averli ascoltati».

Che la sicurezza debba essere intesa in prospettiva multidisciplinare è stato il punto di partenza della giornata siciliana degli Stati generali di Pediatria nella sede del Parco dell’Etna (ex Monastero dei Benedettini di San Nicolò la Rena – via del Convento, 45 – Nicolosi), ha scandagliato attentamente l’argomento, sotto la guida del giornalista, capo ufficio stampa del Parco dell’Etna, Gaetano Perricone, che più volte ha “stuzzicato” i relatori con richieste specifiche, riportandoli all’attualità e molto spesso alla cronaca.

A fare gli onori di casa, Marisa Mazzaglia, presidente del Parco dell’Etna che ha aperto il convegno declinando il tema della Sicurezza nell’ambiente naturale: «Mi chiedo se per queste generazioni non si stia peccando di eccesso di sicurezza nei confronti dell’ambiente. Oggi a tantissimi bambini viene negata l’esperienza outdoor, il contatto con la natura e con il territorio, che è essenziale per sviluppare la propria personalità, e imparare ad affrontare i fenomeni naturali nel giusto modo (e che un tempo era elemento fondamentale). Spiegare, per esempio, a un bambino come avviene un’eruzione, gli permette di evitare di avere paura e di godere dello spettacolo del nostro vulcano, in maniera equilibrata».

Maria Catena Trovato, invece, da osservatrice privilegiata in quanto dirigente dell’I.C. Comprensivo “E. Patti” di Trecastagni, ha analizzato il tema della sicurezza a scuola, troppo spesso ridotta all’apprendimento di pratiche che si ripetono in modo meccanico: «La sicurezza a scuola deve diventare oggetto di apprendimento e motivo di cambiamento. Deve essere “pasta madre”, lievito naturale che fa fermentare la conoscenza e la trasforma in “habitus” mentale. Il compito di trasmettere ai più piccoli i giusti concetti di sicurezza spetta agli adulti che per primi devono mettere in pratica questo cambiamento».

Attualissima la sezione dedicata alla sicurezza sul web, curata da Marcello La Bella, Vice Questore aggiunto della Polizia di Stato e dirigente del Compartimento Polizia postale e delle Comunicazioni Sicilia Orientale. Cyberbullismo, dipendenza da internet, pornografia minorile, sexting, grooming. Tutti argomenti che quasi quotidianamente vengono raccontati dalla cronaca nazionale. In questo caso, però, Marcello La Bella si è dedicato non solo a spiegare i fenomeni, ma anche l’importanza della prevenzione nel contrasto degli illeciti on-line: «La prima cosa che diciamo quando andiamo nelle scuole è che dietro ad un profilo social o di una chat può nascondersi anche un orco, che mente sulla propria età e che fa di tutto per adescare». Ampio spazio è stato dedicato anche ai social network (in particolare quelli più usati dagli adolescenti) sia in tema di cyberbullismo, e nell’ottica di far germogliare nei giovani una maggiore conoscenza (e consapevolezza) di come “funziona” il mondo del web.

La sicurezza in casa è stato l’argomento affrontato da Maria Libranti, pediatra di famiglia. Un momento fondamentale della giornata organizzata dalla Sip – Sezione Sicilia, soprattutto se si considerano i dati dell’Istat che mostrano quanti pericoli possa nascondere una casa. Cadute, traumi di varia natura, avvelenamenti e ustioni sono gli incidenti più frequenti: «La cucina, il bagno, ma anche stanze come il soggiorno, possono nascondere insidie delle quali spesso non si è consapevoli. Bisogna essere preparati a come comportarsi in caso di emergenza. Ecco perché occasioni come questa, e come gli incontri che realizziamo nelle scuole, sono così importanti».

Dalle norme del Codice della Strada e del suo regolamento di esecuzione ai dati relativi all’incidenza di comportamenti scorretti in strada sulla sicurezza (e la mortalità) dei minorenni a seguito di sinistri Stradali si è occupato invece il Comandante della Polizia municipale del Comune di Viagrande, Ernesto Pulvirenti. Quindi, un importante decalogo di norme comportamentali, utili a evitare (o quanto meno limitare) danni fisici ai minori a bordo di autovetture e motocicli: «Il vero nemico dei minori alla guida, oggi, è la tecnologia. I ragazzi utilizzano i cellulari, mandano sms, indossano le cuffie mentre sono alla guida – tutti elementi di grave distrazione – e possiedono mezzi (come le mini-auto) che permettono di andare fin troppo veloci. Le amministrazioni dovrebbero investire di più sulla sicurezza e sul corsi di educazione stradale».

A concludere la giornata di confronto promossa dalla Sip a favore della Sicurezza del Bambino la veterinaria ed educatrice cinofila Valeria Monfrini “affiancata” da Emma, un cane abituato a fare didattica nelle scuole, col quale ha mostrato quali comportamenti evitare per agire in sicurezza. Problemi di ordine sanitario e analisi degli errori più comuni che spesso rendono pericolosa la relazione bambino-cane: «Il primo errore lo commettiamo noi adulti che dobbiamo essere dei buoni mediatori nel rapporto tra il cane e il bambino, perché questo venga vissuto nel modo più sano e sicuro possibile».

«L’auspicio – ha concluso Alberto Fischer – è quello che presto si possa organizzare una nuova occasione di incontro per mettere in pratica quanto sottolineato dai relatori, durante la giornata di confronto di oggi».

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