Catania – Sono circa 4300 i pensionati in provincia di Catania che, a gennaio, si sono visti sospendere dall’Inps i trattamenti di famiglia. Sospensione dovuta alla mancata memorizzazione dei dati relativi al reddito successivi al 2011. La Fnp Cisl e il patronato Inas Cisl sono intervenuti presso direzione provinciale dell’ente per sollecitare una soluzione. Che arriverà per almeno 3500 di loro.

«La direzione ha confermato di aver istituito un ufficio “ad hoc” per accelerare l’esame delle pratiche – affermano Marco Lombardo, segretario generale dei Pensionati della Cisl etnea, e Vincenzo Salanitri, responsabile dell’Inas Cisl di Catania- Per almeno 3500 pensionati ci sarà un esito positivo della vicenda, riprenderà il trattamento di famiglia e saranno rimborsati. Vigileremo con le nostre strutture per monitorare il buon andamento delle procedure».

«A tal proposito – aggiungono – per la maggior tutela degli assistiti, è fondamentale rivolgersi all’Inas per presentare immediatamente domanda di ricostituzione della pensione in favore dei soggetti ai quali, dal mese di gennaio, è stato sospeso il pagamento del trattamento di famiglia».

Nessuna informazione dall’Inps né ai Patronati né agli interessati allarmati dalla mancata corresponsione del trattamento. «Nei giorni scorsi – spiegano Lombardo e Salanitri – tanto dai pensionati quanto da più strutture sul territorio, ci era segnalato quanto stava accadendo. La stessa notizia era stata pubblicata dal Sole 24 Ore, con dettagli precisi sulla opportunità di rivolgersi ai patronati per presentare le domande di ricostituzione».

«Dopo diverse vicissitudini – rivela Salanitri – solo oggi siamo venuti a conoscenza che l’Area Procedure dell’Inps, il 31 dicembre scorso, ha inviato ai direttori regionali e territoriali dell’Istituto una comunicazione che da gennaio 2015 sarebbero stati sospesi i trattamenti di famiglia sulle pensioni, riguardo alle quali non risultavano i redditi successivi al 2011».

«Il problema – sottolinea Lombardo – pare sia stato causato da un forte ritardo nell’acquisire i dati dei redditi da parte dell’Inps, presumibilmente regolarmente comunicati dai soggetti interessati. Abbiamo avuto notizia che comunque l’istituto sta già provvedendo, ad aggiornare gli archivi».

«La vicenda sta avendo una soluzione positiva per la stragrande maggioranza dei pensionati interessati – concludono Lombardo e Salanitri – ma abbiamo comunque presentato le nostre rimostranze all’istituto. Riteniamo estremamente grave che l’Inps abbia agito in tal modo, sia nei confronti dei titolari delle pensioni, ai quali non è stata inviata alcuna comunicazione preventiva, sia nei confronti dei Patronati che, del tutto ignari di tale operazione sul pagamento delle pensioni, sono stati chiamati in causa addirittura dalla stampa».

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