di Katya Maugeri

“Sei personaggi in cerca d’autore”, la prima opera della trilogia del teatro nel teatro, comprendente “Questa sera si recita a soggetto” e “Ciascuno a suo modo”.
Scritto nel 1921 in sole tre settimane, il dramma fu rappresentato per la prima volta il 9 maggio 1921 al Teatro Valle di Roma.
Nella prefazione pubblicata nell’edizione del 1925, Pirandello rivela un’interpretazione d’autore della commedia, chiarendone l’origine, gli intenti, le tematiche essenziali, la natura dei personaggi e i rapporti che intercorrono fra loro. Così afferma «Io ho voluto rappresentare sei personaggi che cercano un autore. Il dramma non riesce a rappresentarsi appunto perché manca l’autore che essi cercano; e si rappresenta invece la commedia di questo loro vano tentativo, con tutto quello che essa ha di tragico per il fatto che questi sei personaggi sono stati rifiutati».

Immagine mostra. I libri in maschera - Luigi Pirandello e le bibL’opera può essere considerata l’apice della poetica pirandelliana, lo splendido esito di una riflessione che logora l’individuo umano e lo conduce in un mondo finto, ipocrita, che probabilmente non può, suo malgrado, attingere alla verità.
 Originale e affascinante è, infatti, l’idea pirandelliana dei sei personaggi (il Padre, la Madre, la Figliastra, il Figlio, il Giovinetto e la Bambina) che irrompono sulla scena teatrale “in cerca d’autore”, appunto.  Respinti dall’autore che li ha concepiti, chiedono con insistenza al Capocomico di mettere in scena il dramma che hanno vissuto, la vita autentica, tutto ciò mentre una compagnia di attori sta provando “Il giuoco delle parti”, forse la più importante opera della prima fase del teatro pirandelliano. Quando si tratta di far recitare gli attori veri, i personaggi, si mostrano insofferenti protestando continuamente; non si riconoscono in quei professionisti, le scene mancano sempre di qualche particolare, mancano i dettagli che li rappresentano.
Tra i due gruppi sussiste una differenza abissale: i personaggi sono maschere rigide e bloccate nel ruolo che rappresentano, negli attori, che sono uomini e donne, fluisce la vita, elemento continuamente e individualmente mutabile.
L’autore non ascolta le richieste dei personaggi, perché la loro misteriosa e tragica condizione esistenziale è ciò che vuole dimostrare nel suo teatro. Il rapporto tra vita e forma è delineato non come dramma della persona bensì del personaggio.
Finzione e realtà confondono il pubblico: calato il sipario, ci si accorge che l’autore ha sostituito al dramma la dimostrazione dell’impossibilità di rappresentarlo.9788817014687g
Un teatro, quello pirandelliano, nel quale un ruolo importante assume la figura del regista – allora chiamato capocomico – sguardo attento, esterno dalla scena, che dà una corretta lettura del testo.
L’idea del teatro tradizionale, ovvero la rappresentazione della vita reale, viene scardinata da un procedimento inverso: ci troviamo dinanzi al metateatro, ovvero il teatro nel teatro, all’interno del quale realtà e finzione diventano concetti sfumati, fugaci per poter essere descritti.
I personaggi desiderano vedere rappresentata la “realtà” del loro dramma, ma si rendono conto dell’impossibilità di realizzare tale progetto.  Le parole sembrano assumere la forma di un’utopia: «Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose!
E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch’io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com’egli l’ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!».
Alla finzione del teatro, che è “forma”, si contrappone la “vita” autentica, quella caratterizzata da passioni emotive, dolori, emozioni, dalle quali è impossibile sottrarsi.
Anche in “Sei personaggi in cerca d’autore”, come in tante altre opere pirandelliane, ritroviamo il fascino di una sorprendente attualità: l’impossibilità, in questa nostra società, di esprimersi, di comunicare e di toccare l’essenza reale delle cose.
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Un’alternanza di ruoli, che rende il teatro pirandelliano un affascinante paradigma della vita umana.

Katya Maugeri

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