di Davide Di Bernardo

Gli infortuni sul lavoro sono, oramai da anni, gli episodi trattati con maggiore tempestività dalle forze dell’ordine e spesso, quando la prevenzione non è riuscita ad evitare gli incresciosi fatti, smascherarichiesta di dissequestrono possibili tentativi d’insabbiamento.
Ma potrebbe capitare che, presi magari dalla foga di “fare la cosa migliore”, durante un sequestro ad un cantiere un navale siciliano, dovuto proprio all’infortunio di un dipendente durante le ore lavorative, venga sequestrato anche un peschereccio che si trovava lì per delle riparazioni.
Questo è proprio ciò che è accaduto a Catania!
Da venti giorni il peschereccio del comandante Salvatore Bussolari è posto sotto sequestro e venendo già dai trenta di “fermo pesca”, periodo in cui il mare resta senza imbarcazioni per ripristinare la fauna marina, sono ben 50 le giornate di inattività per le quattro famiglie che con esso lavorano.
silluzio“C’è stata la convalida del sequestro, però manca il numero di iscrizione al registro degli indagati ed il procedimento è in una fase di stallo!” – afferma il legale dell’Associazione Pescatori Marittimi Professionali l’avvocato Francesco Silluzio.
“Abbiamo portato o il peschereccio per dei lavori durante il fermo obbligatorio e ci ritroviamo a non poter lavorare e mantenere le nostre famiglie da quasi due mesi” – sostiene una delle vittime del sequestro.
Depositata l’istanza di dissequestro venerdì 30 ottobre, si auspica un veloce intervento da parte degli ordini preposti per far tornare a lavoro i malcapitati pescatori.

di Davide Di Bernardo

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