Carmelinda Comandatore

PETRALIA SOTTANA – Nulla da fare per il punto nascita di Petralia Sottana, che dalla mezzanotte del 1 gennaio 2016 è stato chiuso, garantendo esclusivamente le emergenze giudicate tali dal personale medico che dalle ore 20 resterà in servizio con turni di reperibilità. Come preannunciato dal Sindaco del comune delle Madonie, Santo Inguaggiato, il ministro Lorenzin non ha concesso la proroga per il mantenimento del punto nascita, proroga che invece è stata concessa dall’Assessorato regionale per la Salute ad altri presidi ospedalieri.
“Si tratta di una gravissima lesione dei diritti di un territorio, le Madonie, – fa sapere Inguaggiato – e della conferma che a guidare le scelte del Comitato Percorso Nascita Nazionale non sono stati solo criteri scientifici e ragioni di sicurezza per la mamma e il bambino, ma logiche di appartenenza all’interno della compagine di governo guidata dal Partito Democratico. Tra i fattori che hanno portato a negare la deroga a Petralia, – continua il sindaco – sono certo, ha pesato il fatto che nel nostro ospedale viene assicurata l’applicazione di una legge dello stato: l’interruzione volontaria della gravidanza, scelta sempre drammatica per la donna che nessuno può strumentalizzare, né qualche esponente della direzione dell’Assessorato regionale, il quale non ha fatto Mistero delle proprie posizioni antiabortiste, né eventuali esponenti del Comitato Nazionale”.
Una ragione di natura etica, dunque, avrebbe guidato le scelte del Ministro Lorenzin e dell’Assessorato Regionale per la Salute, che avrebbe così negato, secondo quanto riportato dal comunicato diramato dal comune di Petralia Sottana, il diritto a nascere nelle aree montane.
A scagliarsi contro la scelta di chiudere il punto nascita delle Madonie anche Vincenzo Lapunzina, vice sindaco di Castellana Sicula, che definisce “inaccettabile” una situazione annunciata da tempo. “Non possiamo accettare decisioni prese dietro le scrivanie da parte di assessori, ministri e dirigenti che non conoscono le specifiche realtà e la morfologia di quest’area montana, in particolare il ministro della salute Lorenzin, che ha decretato la chiusura del punto nascita”, afferma Lapunzina, che invita il ministro a recarsi presso le Madonie per rendersi conto dei disagi che la sua decisione ha creato. “Di contro, senza mezzi termini, – conclude il vice sindaco di Castellana Sicula – l’assessore regionale alla salute prenda atto della sonora sconfitta e ne tragga le doverose conclusioni”.

Diffondi la notizia!Share on FacebookShare on Google+Share on LinkedInTweet about this on TwitterEmail this to someone

Scrivi