A Pettineo nel messinese i Carabinieri della locale stazione e del Norm della Compagnia di Mistretta hanno effettuato un sequestro di beni all’ex ragioniere comunale Francesco Votrico.
I militari, in ottemperanza ad un decreto della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti, hanno eseguito un sequestro conservativo su 3 immobili e 6 terreni, tutti nel territorio comunale, per un valore complessivo di oltre 500 mila euro.
L’articolata attività d’indagine delle Forze dell’Ordine si era conclusa il 13 gennaio 2014 quando il 60enne nato a Palermo, allora responsabile del settore economico finanziario del comune pettinese ed il figlio Salvatore 27enne disoccupato, entrambi residenti a Pettineo ed entrambi incensurati, furono raggiunti da due ordinanze di custodia cautelare, rispettivamente in carcere e agli arresti domiciliari, emesse dal Gip del Tribunale di Patti per peculato e concorso in peculato. Il ragioniere comunale era stato accusato di aver architettato, sfruttando la propria posizione, un sistema che mediante la produzione di falsi mandati di pagamento per conto dell’ente permetteva di convogliare illecitamente ingenti somme di denaro direttamente sul proprio conto corrente bancario personale o su quello del figlio.
Era stato possibile così ricostruire in maniera capillare il sistema fraudolento che ha permesso all’uomo, nel periodo 2008-2013 mediante la produzione di ben 73 mandati di pagamento illegittimi, di appropriarsi di circa 384 mila euro sottraendoli indebitamente alla tesoreria.
Il sistema criminale sostanzialmente prevedeva la produzione, a sua firma in qualità di Capo settore, di mandati di pagamento ingiustificati per cifre che andavano dai 500 ai 20 mila euro per volta che presentavano estremi a prima vista regolari o plausibili. Tali documenti venivano regolarmente messi agli atti dell’ufficio ragioneria per non destare alcun sospetto in caso di verifiche mentre una seconda copia, dove alla voce “beneficiario” venivano poste le coordinate bancarie di uno dei conti correnti degli indagati, veniva portata personalmente presso l’istituto bancario che svolge funzioni di tesoreria per il comune per ottenerne l’illecita liquidazione. Una volta effettuata la transazione del denaro la banca restituiva al comune i mandati di pagamento regolarmente liquidati apponendovi il timbro di avvenuto pagamento. A questo punto il ragioniere distruggeva tali mandati di pagamento, che avrebbero recato inequivocabile traccia dell’avvenuta transazione di denaro in suo favore, sostituendo gli stessi con una seconda copia verosimilmente regolare del mandato originariamente prodotto apponendovi un falso timbro bancario di avvenuto pagamento in maniera tale da riporre agli atti dell’ufficio un nuovo documento scevro da ogni traccia del reato commesso.
Il sistema fraudolento è stato portato per la prima volta all’attenzione degli inquirenti nel novembre 2013 da parte del sindaco che aveva riferito di un’inspiegabile situazione di dissesto finanziario all’interno del proprio ente, tale da non aver permesso in più di un’occasione il regolare pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali. Alla luce dei fatti esposti dal sindaco i militari avevano avviavano una lunga serie di accertamenti incrociati, ponendo sotto la lente di ingrandimento i circa 2000 mandati di pagamento emessi dall’Ente ogni anno ed estendendo tale approfondimento anche agli anni precedenti, nonché avviando accertamenti presso l’istituto bancario che cura il servizio di tesoreria per il comune e dal quale erano state inconsapevolmente erogate le somme illecite. Erano stati così accertati ben 73 episodi di falso e peculato negli ultimi 6 anni per una cifra complessiva di circa 384 mila euro indirizzati per 215 mila euro direttamente sul conto del ragioniere e per i restanti 169 mila sul conto del figlio.
La sottrazione di denaro pubblico ha fatto rischiare negli anni di mettere in ginocchio il piccolo comune di Pettineo dove risiedono 1600 abitanti e per cui un ammanco alle casse di quasi 400 mila euro sarebbe potuto risultare addirittura irrimediabile.
Francesco Votrico è attualmente detenuto presso la casa circondariale di Giarre.
Alessandro Famà

A proposito dell'autore

Giornalista free lance - Educatore dell'infanzia

Comincia la sua carriera giornalistica scrivendo per il giornalino del liceo scientifico che frequenta. Entra a far parte della redazione catanese del Giornale di Sicilia, da cui non si è mai separato, nel 2005. Primo articolo ufficiale realizzato il 23 ottobre 2005 (a 19 anni ma il 31 ottobre sarebbero stati 20) per la gara di calcio di Prima categoria Calatabiano - Victoria 1-0. Dopo anni di studio e sacrifici ottiene la laurea in "Educatore dell'infanzia" nel 2013. Attualmente collabora anche con gds.it, con HercoleTv e con il mensile Il Cittadino Libero. Ama il cinema, i concerti, i viaggi e la buona musica. Ha visitato tutta la Sicilia, Malta, il Salento, Roma, Venezia, Milano, la Romagna, Firenze, Pisa, Lucca, Ascoli, Varese, Aosta, Caserta, Napoli, Perugia, Parigi, Barcellona, Basilea, Ginevra e Lugano. Lo sport in generale è la sua passione ma specialmente il calcio, la pallavolo, il basket e l'atletica leggera. Inoltre segue costantemente la cronaca nera, bianca e la politica.

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