di Anita Rapisarda

 

PATERNO’ – Anche il club service INNER WHEEL in occasione degli eventi di marzo ha dato il suo contributo proponendo presso il Piccolo teatro di Paternò la visione del film  “Philomena”  candidato a 4 premi Oscar. Il film diretto dal regista Stephen Frears e interpretato da una brillante Judi Dench  narra la storia vera di una madre alla ricerca del figlio perduto. Nel 1952, in Irlanda, la giovane Philomena resta incinta: viene rinchiusa in un convento di suore a Roscrea, dove partorirà un bambino che, dopo pochi anni, le verrà sottratto e venduto ad una famiglia americana. A cinquant’anni di distanza, Philomena non rinuncia ancora all’idea di ritrovare il figlio, e racconta alla figlia la  tragedia che l’ha tormentata in segreto per cinquanta anni: un figlio messo al mondo perduto e mai dimenticato. E’ aiutata dal giornalista Martin Sixsmit, (autore dell’omonimo libro) che la porterà in America dove Philomena scoprirà che suo figlio era gay ed era morto di Aids, dopo avere disperatamente e inutilmente cercato di rintracciare sua madre.  Torna in Irlanda dove il figlio è sepolto nel convento dove ha avuto inizio tutta la storia. Resta ormai soltanto una tomba sulla quale Philomena potrà finalmente piangere suo figlio. La fede di Philomena è una fede molto personale poiché Philomena non rinnega affatto il peccato sempre se si può parlare di peccato che l’ha resa madre, lo ricorda al contrario come un’esperienza felice; accetta con grande apertura mentale e naturalezza la rivelazione del fatto che suo figlio era gay ed è morto di Aids. Grazie al successo del film, Philomena e sua figlia Jane Libberton, hanno lanciato il “Philomena Project” (www.thephilomenaproject.org), per convincere il governo irlandese a rendere pubblici i registri che consentirebbero a tante altre madri e figli di ritrovarsi (si parla di sessantamila adozioni forzate) . Alla fine della proiezione del film l’avvocato Remigia D’Agata ha trattato l’argomento delle adozioni in Italia e nello specifico lo stato di adottabilità presente in Italia. Soddisfatta la presidente dell’Inner Wheel Sandra Santanocito che sottolinea “questi eventi di marzo sono stati molto importanti per l’Inner Wheel e per gli altri club di Paternò perché è stata un’occasione per ritrovarci tutti i club di Paternò. La proiezione del film è stata una proiezione abbastanza forte perché tocca il cuore di mamma, la sofferenza di questa donna che va alla ricerca di questo figlio, che grazie all’aiuto del giornalista riesce a trovare sepolto nel luogo dove ha avuto inizio tutto: il convento. Questa grande donna con un’immensa fede  riesce a perdonare chi l’aveva fatta soffrire per tantissimo tempo”.

A proposito dell'autore

Insegnante di professione, giornalista per vocazione o viceversa. Ancora sto cercando di scoprirlo. Mi sono avvicinata al bellissimo mondo del giornalismo per caso…forse perché ho sempre avuto la passione di scrivere, vedere quel foglio bianco che inizia attraverso la scrittura a prendere colore, ad avere una forma ben definita mi trasmette emozioni infinite… Potrei provare a sintetizzare la mia personale descrizione con una due semplici parole: Curiosa e innovativa. L’essere curiosa è sinonimo di voler sempre scoprire cose nuove, e poter scrivere di eventi, manifestazioni e tutto quello che fa notizia soddisfa la mia infinita curiosità. Innovativa perché penso che il giornale on line è il futuro della nostra società, ed aver avuto la possibilità di collaborare per questo giornale per me è una grande opportunità ma soprattutto un immenso piacere.

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