Da quando è stata è inventata nel 1855 dal francese Ernest Michaux, la bicicletta ha spesso cambiato nome, forma e caratteristiche. Nelle sue innumerevoli declinazioni (da corsa, da passeggio, mountain bike, BMX, tandem, ecc.) viene utilizzata da oltre 2 miliardi di persone e, negli ultimi anni, ha condizionato sempre di più gli studi di urbanistica; solo in Germania, ad esempio, è prevista la realizzazione di una rete ciclabile di circa 35 mila km di estensione.

L’ultimo ritrovato tecnologico è stato presentato da Piaggio a Milano, durante la 73ª Esposizione Mondiale del Motociclismo (EICMA). Il nome, in linea con le tendenze del momento, è Wi-Bike. Si tratta di un velocipede a pedalata assistita con tre modalità di guida: City, Hill e Standard. La caratteristica principale, che i lettori attenti avranno intuito, è la connessione del mezzo a Internet, praticabile via Bluetooth attraverso lo smartphone. La bicicletta, dotata di tecnologia DEA (Dynamic Engine Assistance), consente non soltanto di stabilire un itinerario, come nei più comuni navigatori, ma è anche in grado d’inviare al ciclista i dati relativi al fitness, la cardiofrequenza e il numero di calorie bruciate dopo una pedalata. In termini puramente tecnici, il motore da 250 o 350 W, a seconda del modello, e 50 nanometri di coppia, abbinato alla batteria a propulsione elettrica da 400 Wh, permette un’autonomia tra 60 e 120 chilometri, in base al tipo di assistenza selezionata. Tempo di ricarica: poco meno di 3 ore. Il telaio, realizzato in fibra di carbonio e disponibile in quattro allestimenti (Comfort, Comfort Plus, Active e Active Plus), presenta linee molto eleganti e ispirate ai caccia Stealth. Secondo Piaggio, il concept di questa bici è nato da due idee fondamentali: voler essere uno strumento per praticare sport e, allo stesso tempo, una valida alternativa agli scooter.

In fatto di sicurezza, va ricordato l’antifurto satellitare integrato, collegato direttamente alle tre centraline del cruscotto e il blocco al motore e alla batteria, elementi che, se non “dialoganti” tra loro, non consentono l’avviamento. Sebbene non sia stato ancora reso noto il prezzo di listino, è ipotizzabile che un’azienda come Piaggio non venderà la Wi-Bike sotto i 2000 euro.

Alberto Molino

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