Carmelinda Comandatore

Dal 27 ottobre sarà al cinema con il suo secondo film da regista, In guerra per Amore, in cui è anche attore protagonista insieme all’attrice siciliana Miriam Leone. Parliamo di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ospite ieri sera della trasmissione di Rai Tre, Che tempo Che fa, condotta da Fabio Fazio.

Una commedia, dedicata al grande Ettore Scola, in cui si racconta la storia di Arturo Giammarresi, siciliano immigrato in America, che si innamora di Flora, una bellissima ragazza di origini siciliane, interpretata da Miriam Leone, che vive come lui a New York e che vuole sposare. Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che Flora, nipote del proprietario del ristorante in cui Arturo lavora come cameriere, si trova costretta a dover sposare un altro e che l’unico che potrebbe impedire il matrimonio è il padre, che però si trova in un piccolo paesino sperduto della Sicilia. Siamo negli anni della seconda guerra mondiale e Arturo ha un’unica possibilità per raggiungere l’Italia e chiedere lapif-che-tempo-che-fa-IN-GUERRA-PER-AMORE-FABIO-FAZIO mano della sua amata: arruolarsi nell’esercito alleato che sbarcherà nell’isola nel luglio del 1943. La storia d’amore tra i protagonisti accompagna il racconto della “liberazione”, da parte degli americani, legata ad un fatto storico che riguarda ancora il nostro presente: il connubio con la mafia e il ruolo del boss Lucky Luciano, che “facilita” lo sbarco degli alleati in Sicilia, in cambio di ruoli importanti per i suoi “amici” nei posti chiave delle amministrazioni locali.

«E’ un evento storico che abbiamo cancellato – commenta Pif durante la trasmissione di Rai Tre -. La mafia in Sicilia fece quello che fecero i partigiani al nord: gli americani si appoggiarono ai mafiosi siciliani per il controllo del territorio. Questa collaborazione non si fermò al periodo nazista, ma continuò anche dopo, perchè superato il pericolo del nazismo, si presentò il pericolo comunista. E fu così fino alla caduta del muro di Berlino, che ebbe delle ripercussioni importanti nella lotta alla mafia in Italia».

«C’è un collegamento importante – spiega il regista – tra la caduta del muro di Berlino e l’omicidio di Salvo Lima. Nel gennaio del ’92 ci fu la conferma in Cassazione del maxi processo. Per la prima volta nella storia della mafia i mafiosi vengono condannati. Nel marzo del ’92 venne ucciso Salvo Lima, politico colluso con la mafia. Un fatto gravissimo, conseguenza del crollo di un equilibrio tra la mafia e la politica che durava da tempo, tanto che Falcone disse in quell’occasione “adesso può succedere qualsiasi cosa».

Dopo il successo di La Mafia uccide solo d’estate, il regista siciliano torna, dunque, dietro la macchina da presa per raccontare, con la sua simpatica goffaggine, la nostra terra, meravigliosa e controversa allo stesso tempo. Attraverso un’altra Flora e un altro Arturo, Pif consegna al grande pubblico aspetti delle origini della mafia sconosciuti o volutamente dimenticati.

https://www.youtube.com/watch?v=ydJY-01ko3o


-- SCARICA IL PDF DI: Pif a Che tempo che fa: "Abbiamo dimenticato le origini della mafia" --


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