Pino Cuttaia: presentato a Catania il suo libro che profuma di Sicilia.

di Nicoletta Castiglione

CATANIA – Nel cuore del profondo Sud, sulla costa che guarda il Canale di Sicilia, fra il barocco ragusano e i templi di Agrigento, nel piccolo centro di Licata lo chef pluristellato Pino Cuttaia, propone una cucina di altissimo valore, che attinge alle radici antiche di queste terre. E lo fa attraverso il suo nuovo libro “ Per le scale della Sicilia” , un volume elegante e suggestivo, scandito da 32 brevi racconti, appunti dello chef, in cui si alternano 16 ricette, sicule immagini di paesaggi nostrani e scatti ambientati nella cucina del suo ristorante. L’opera di culinaria estrazione, è stata presentata o al Palazzo della Cultura a Catania.

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Il sindaco Enzo Bianco, presente all’evento, si è detto orgoglioso di questo “figlio del territorio siciliano” che attraverso il suo libro promuove i sapori e le memorie dell’isola. Quello presentato infatti, non è un semplice ricettario, ci tiene a sottolineare l’autore, che nel suo volume ha introdotto la narrazione e la fotografia come pilastri portanti dell’opera. “Quando nasce un piatto, dobbiamo sempre ricercare il gesto che si cela dietro quel piatto- spiega Pino Cuttaia-. Nella vita, ci portiamo sempre, scolpiti nei nostri ricordi, due elementi importantissimi: un gesto e un profumo… Io attraverso il mio libro volevo proprio questo, imprimere nella memoria dei miei lettori queste piccole sfaccettature di vita vissuta e comunicare attraverso il cibo la storia della mia infanzia legata alla Sicilia. Perché chi cucina non è solo un cuoco. E’ un vero e proprio narratore.” Ed è così, che sfogliando il libro, ci si imbatte nelle molte e intense storie raccontate dallo chef, e dalla coralità di voci che hanno accompagnato la sua formazione. Una formazione che comincia lontano, nella cucina della nonna, quella nonna che insegnò al piccolo Pino il “rispetto del fazzoletto” . Perché il fazzoletto si sa, per i nostri progenitori era un segno di rispettabilità famigliare. Guai ad uscire senza fazzoletto di stoffa nel taschino o nella manica della camicia. Non averlo poteva mettere in discussione l’educazione genitoriale.

Storie e aneddoti che non ci stancheremo mai d’ascoltare, e che questa volta potremmo addirittura gustare… buona lettura!

 

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