CATANIA – Una vita trascorsa, o immersa, visto la tematica, a studiare ogni singolo dettaglio degli aspetti igienico-sanitari delle piscine, al fine di garantire il massimo risultato per gli impianti e per l’utenza. Questo è Giuseppe Poeta, Delegato regionale Assopiscine e da pochi giorni anche Consigliere nazionale dell’associazione di categoria, in procinto di concludere la progettazione di una normativa unica e completa che contempli ogni dettaglio delle tematiche igienico-sanitarie, senza possibilità di interpretazioni sbagliate.

– Qual è stato il fattore scatenante che le ha fatto venire in mente di progettare una normativa per il trattamento igienico-sanitario delle acque delle piscine?

“Dopo l’atto di intesa Stato-Regione del 2003 e quello successiv0 del 2004, si era in una situazione tale che per le piscine non esisteva alcuna normativa unica. Una cosa se vogliamo anche strana, visto che in quel periodo ci fu tantissima attenzione riguardo le normative degli alberghi, ma non delle piscine in esse presenti! Proliferavano dunque tantissime piscine non a norma, e inoltre tra una regione e l’altra cambiavano i parametri, non c’erano normative uniche”.

– Ed ha deciso di entrare in azione lei. Ma non da solo…

“Esatto, ho trovato una sinergia con la dottoressa Domenica Pulvirenti, dell’Azienda Sanitaria Provinciale 3. Infatti anche nel settore dell’ispettorato dell’igiene non esistono normative uniche, nessuna indicazione ben precisa. Sedendoci a tavolino, io come delegato dell’AssoPiscine e lei come A.S.P. 3 ci siamo prefissati l’obiettivo di realizzare delle norme chiare, e non come spesso accade a interpretazione, perché le forme di interpretazione portano solo a dei conflitti”.

– La normativa a che tipologie di piscine si riferisce?

piscina-lentini“Tutte le piscine A1 (comunali), A2 (private a uso collettivo, alberghi, B&B) e B1 (condomini, con numero di unità abitative superiori a 8). Abbiamo inserito sia le piscine in acqua di mare, tipiche della Sicilia, sia le biopiscine, che nella nostra isola sono sfruttate poco, ma l’obiettivo era appunto rendere la normativa quanto più completa possibile. Abbiamo trascurato nella normativa le piscine terapeutiche e quelle private: quelle terapeutiche richiedono specificità più particolari, con collaborazioni di terapisti, mentre abbiamo omesso quelle private per lasciare libertà strutturale, con condizione di rispettare le condizioni della qualità dell’acqua dell’atto di intesa tra Stato e Regione. Altri aspetti analizzati sono quelli di tipo impiantistico, che devono contenere tutte le normative dell’accordo di intesa Stato-Regione del 2003 oltre che le normative UNI”.

– Quali sono i passi che dovrà seguire chiunque possegga una delle tipologie di piscine presenti nella normativa?

“Abbiamo previsto alcuni passaggi molto importanti. Tutte le piscine esistenti, entro 180 giorni dall’applicazione della normativa, dovranno spiegare con esattezza la condizione delle proprie piscine da un punto di vista strutturale e di impiantistica, che costituirà una fotografia dello stato dell’arte della piscina. Tali documenti dovranno essere inviati a Comune e ASP di appartenenza. Tutte le piscine A1 (comunali), A2 (private a uso collettivo, alberghi, B&B) e B1 (condomini, con numero di unità abitative superiori a 8) dovranno inviare tali documenti. Il questionario sarà unico per tutta la Sicilia, per evitare di avere una parte di richieste differenti tra le varie province. Il metro di valutazione sarà unico in tutto il territorio siciliano, cosa che le altre regioni non prevedono. Realizzato e inviato questa documento, saranno disponibili 5 anni per mettere a norma completamente l’impianto, permettendo così di sistemare tutti gli aspetti in modo progressivo”. 

– E se alcuni lavori da un punto di vista strutturale non potessero essere portati a termine?

“In tal caso esisterà la possibilità di recarsi all’ASP di appartenenza per ridurre la capacità ricettiva dell’impianto, con il fine di migliorare l’impianto da un punto di vista igienico-sanitario. In questo modo abbiamo cercato di evitare che gli impianti chiudessero, poichè a noi non interessa far chiudere le attività, ma solamente il benessere dell’utenza da un punto di vista igienico-sanitario”.

– La sinergia nasce quindi tra Assopiscine e ASP 3. Ma esistono diversi altri attori in causa, saranno coinvolti?

“E’ stato uno dei punti su cui abbiamo tanto riflettuto. Abbiamo contattato il presidente della Commissione regionale Sanità dell’Ars, Di Giacomo. Lui è stato assolutamente favorevole a questa normativa, e abbiamo preso contatti per un’udienza pubblica, in modo da spiegare ad una commissione gli aspetti normativi. Altri attori avrebbero però potuto avere da ridire, avendo anche la facoltà di bloccare la realizzazione di tale normativa. In fase preventiva, abbiamo quindi contattato anche la Federazione Italiana Nuoto FIN, Assoturismo, Federalberghi, Faita per i campeggi, Confcommercio, l’Associazione Condomini. Tutti questi soggetti sono parti in causa nella normativa, l’ossatura ovviamente non potrà stravolgersi ma a breve ci saranno incontri con tutte le parti in causa dove eventuali suggerimenti e richieste saranno ben accolti”.

– Quali saranno i tempi di realizzazione?

“Stiamo portando a termine gli ultimi contatti tra le varie associazioni per organizzare il tutto. Questa proposta di legge poi verrà presentata alla Regione Siciliana. Cercherò di dare un input più veloce possibile, ma molti fattori non dipendono da me. Dovremo essere bravi a far recepire bene la normativa, che dovrà essere un vantaggio e un miglioramento, sperando di non andare in contrasto con nessuno degli attori in causa, in modo da essere tutti compatti nel presentare questa normativa”.

– La normativa, migliorando le condizioni igienico-sanitario delle strutture, sarà importante da un punto di vista turistico, oltre ad aumentare i posti di lavoro:

panoramic_piscina1“Certamente, mettere a norma le piscine odierne e anche quelle future permetterà di migliorare l’appetibilità anche turistica degli impianti. Nella Sicilia occidentale, tra Palermo, Marsala e Trapani gli impianti vengono realizzati senza alcun criterio normativo, e questa è una cosa dove non possiamo più chiudere gli occhi. La qualità migliorata delle piscine sarà un ottimo modo per “vendersi” da un punto di vista turistico. La mia idea è quella di andare a instaurare un marchio di qualità rilasciato da Assopiscine, come garanzia per l’utenza della qualità degli impianti. Quindi ogni impianto, dopo essersi messo a norma tramite le nuovi leggi, avrà anche la possibilità di migliorarsi ulteriormente tramite marchio di qualità da esporre nella struttura e sui recapiti sul Web. La chiarezza delle norme servirà anche a produrre lavoro ed attività professionale, ad esempio negli operatori del controllo igienico-sanitario”.

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