Non c’è pace per la Sanità  catanese che da un anno è in attesa delle nomine. L’ombra delle clientele

di Salvo Reitano

CATANIA – E’ passato quasi un anno e chissà ancora quanto tempo dovrà passare per definire una volta per tutte le nomine dei manager della sanità catanese dopo rinunce, inconferibilità e incompatibilità.

Non vi suoni male, ma sembra che  due medici catanesi nominati al Cannizzaro e al Policlinico, Angelo Pellicanò e Paolo Cantaro, potrebbero  non essere più idonei a ricoprire l’incarico perché avrebbero  maturato i requisiti per andare in pensione e  il decreto Renzi, in vigore dal 25 giugno, li renderebbe incompatibili con incarichi di vertice anche se alla Regione si dicono certi della regolarità dei contratti e della legittimità del decreto perché le nomine sono state firmate un giorno prima  e quindi dovrebbero essere operative.

Saranno gli uffici legali a sciogliere il nodo. Intanto la Sanità a Catania vive una stagione di continua emergenza aggravata dalla carenza di personale e dalla crescente preoccupazione dovuta agli sbarchi di migliaia di profughi, loro malgrado, portatori di pericoli non indifferenti per la salute pubblica. Così senza una guida certa, tutto si complica al limite dell’anarchia.

“Assurdo e irresponsabile lasciare due importanti aziende ospedaliere di Catania senza una guida. Oltre ad essere pasticcione, il governo Crocetta diventa dannoso.” E’ quanto dichiarano  i deputati regionali Gino Ioppolo e Nello Musumeci, secondo i quali “la frettolosa nomina dei manager del Policlinico-Vittorio Emanuele e del Cannizzaro poteva essere ampiamente programmata, evitando di incorrere nei limiti introdotti dal cosiddetto decreto Renzi. Ma per il governatore la mediazione sul sottogoverno rivestiva priorità rispetto alle esigenze della sanità catanese.”

“Ancora più grave – secondo Ioppolo e Musumeci – si rivela il vuoto ai vertici dell’Azienda sanitaria provinciale etnea dove la revoca del direttore generale Mario Zappia (frutto almeno di colpevole superficialità) non è stata ancora integrata da un nuovo e legittimo provvedimento di nomina da parte del governo regionale.”

“Vivissima preoccupazione” è espressa anche dal sindaco di Catania Enzo Bianco sulla situazione della Sanità etnea a causa dell’incertezza sulla operatività delle nomine dei vertici di alcune aziende sanitarie.

“A questa incertezza occorre porre rimedio – ha sottolineato Bianco, che in quanto sindaco è anche la massima autorità sanitaria sul territorio -,ovviamente nel rispetto delle regole. Auspichiamo che Catania e i Catanesi possano avere nel più breve tempo possibile le proprie aziende sanitarie con management pienamente operativi. E per questo bisogna uscire dall’impasse”

L’incredibile, infinita storia  dei manager della sanità a Catania ha preso il via con la rinuncia del Prof. Francesco Basile che ha deciso di continuare la sua carriera universitaria e poi l’inconferibilità di  Mario Zappia  e poi ancora Calogero Muscarnera revocato perché non aveva i requisiti e per finire in bellezza, Cantaro e Pellicanò che i requisiti li hanno tutti, ma andrebbero in quiescenza.

Intanto il malfunzionamento della Sanità in Sicilia si perpetua senza rimedio mentre con mille sotterfugi la politica attraverso le nomine tenta di spartirsi la torta, dove l’ASP 3 di Catania rappresenta la fetta più sostanziosa a garanzia di quella parte politica che, uscita vincitrice dalle elezioni europee reclama al Governatore, spazi e visibilità.

Peggio di così non si potrebbe. Ma invece si può perché, nonostante la drammaticità della situazione, l’assenza di pudore non ha limiti visto che dall’Assessorato regionale non sono stati in grado, nel lungo arco di tempo trascorso ,di perfezionare delle semplici nomine manageriali.

La sanità siciliana, lo sanno anche i bambini, è da sempre nel mirino della mafia e di imprenditori di palazzo, che negli anni hanno affossato gli ospedali pubblici, finendo per assicurare guadagni ad amici e sostenitori; spesso con procedure molto dubbie, mancanza di trasparenza e danni terribili per la salute dei cittadini.

Un settore redditizio, che produce milioni, clientele e voti.

Salvo Reitano

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