Daniele Lo Porto

NICOLOSI – E’ piena estate, è sabato, ma alla tromba dell’adunata suonata da Nello Musumeci rispondo compatti in molti, tanto da affollare la sala di un confortevole albergo di Nicolosi, dove si parla di politica e di referendum costituzionale, del futuro di un’isola che ci vorrebbe essere e invece sembra solo un fantasma, all’ombra dei pini e con uno scenario da favola. “Scendiamo in campo in modo convinto per il NO al referendum costituzionale, una riforma che riduce gli spazi della democrazia, che introduce un monocameralismo imperfetto che rischia di creare ancora maggiore confusione e lentezza nel procedimento legislativo, ma soprattutto una riforma che non taglia alcun costo della politica: siamo di fronte a una impostura, una messa in scena contro la quale si sono espressi autorevoli costituzionalisti”. Così Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia dell’Ars e leader della opposizione, in occasione dell’incontro organizzato dal movimento civico #DiventeràBellissima.

«Il nostro NO – ha proseguito il parlamentare regionale – vuole essere anche una scelta politica chiara: ha sbagliato Renzi a personalizzare il referendum e sbaglia la ministra Boschi quando arriva a dire che la vittoria del SI consentirà di combattere meglio il terrorismo. Ho rispetto per la carica istituzionale, ma certe frasi si commentano da sole. Noi siamo convinti che la riforma debba arrivare da un’Assemblea costituente, votata con sistema proporzionale dai cittadini, e con il compito di concepire un riassetto armonico delle istituzioni statali e locali».

#DiventeràBellissima ha costituito un comitato per il NO e, da settembre, prevede di dare vita a un calendario di eventi propedeutico alla costituzione di centinaia di comitati su tutto il territorio siciliano. Numerosi gli interventi che confermano la partecipazione di un’area poltico-culturale che non è delimitabile nel recinto del tradizionale centrodestra: da Salvo Fleres, deputato regionale repubblicano e poi senatore forzista a Roberto Commercio, in passato presidente del Consiglio comunale e poi parlamentare autonomista di Raffaele Lombardo. E ancora Roberto Bonaccorsi, assessore al Comune di Catania e sindaco di Giarre, prima delle clamorose dimissioni, e Filippo Misuraca. Roberto Visentin, già sindaco di Siracusa, nel ricordare la propria esperienza ai vertici dell’Anci siciliana, ha posto l’attenzione sui rischi che «l’approvazione della legge Boschi-Renzi avrebbe per le autonomie locali». Autorevoli gli interventi dei professori Ignazio Buttitta e Pierangelo Grimaudo, docenti universitari a Palermo e Messina.

Il neo sindaco di Caltagirone, Gino Ioppolo, musumeciano della prima ora, che guida la pattuglia dei sindaci presenti nel comitato assieme a Giovanni Moscato, neo-eletto a Vittoria, ha voluto evidenziare come «la campagna referendaria concluderà una fase politica di importanti cambianti anche per la Sicilia. Il lavoro intrapreso quasi due anni fa da #DiventeràBellissima sta cominciando a fare vedere i suoi frutti. Siamo oltre i partiti e siamo oltre il centrodestra. Era il nostro obiettivo per il quale continueremo a lavorare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi».

 

 

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