Riceviamo e pubblichiamo.

ACIREALE – La scelta della commissione toponomastica, avallata certamente dall’amministrazione comunale di Acireale, di dedicare una via a Rino Nicolosi, è stata accolta dalla stragrande maggioranza degli acesi in maniera positiva. Personalmente credo si tratti di una scelta giusta, ancorché apra un facile dibattito sul politico e sul rapporto con la sua città.

 Non si tratta certamente di un sentimentale ritorno alle origini. Chi ha proposto e deciso per l’intitolazione probabilmente in passato non ha mai votato per Nicolosi o addirittura lo ha combattuto. Dunque una scelta libera, diciamo un atto dovuto avendo “sentito” la città.

Peraltro Nicolosi non ha mai nascosto di aver fatto parte di un contesto politico dove tutti i partiti, (anche quelli apparentemente non coinvolti), ricevevano finanziamenti da imprenditori. Presentò un memoriale alla magistratura dove si facevano nomi e cognomi, non venne mai condannato per concussione o per mafia, semmai per finanziamento illecito: lui come tanti.

Quei “tanti” facevano parte della cosiddetta prima Repubblica che, nel bene e nel male, ricostruì l’Italia dopo la tragedia del fascismo, la fece forte, la modernizzò. Alcuni, solo alcuni, vennero inquisiti, indagati, processati, fatti fuori per fare spazio ad altri che si sono dimostrati storicamente ben peggiori, (politicamente e moralmente).

Ma quel che oggi preme è stabilire quale ricordo e quale memoria ha lasciato negli acesi. A distanza di quasi 20 anni dalla sua scomparsa lo rimpiangono amici ed avversari anche acerrimi; lo trattano invece da nemico coloro che hanno provato a prenderne il posto, lasciando però un ricordo sbiadito, soprattutto il nulla politico. Forse per questo rancorosi.

Nicolosi invece ha reso più grande ed importante Acireale con il prestigio della sua Presidenza della Regione, con la enormità della sua leadership, con la personalità da statista che gli era riconosciuta in tutta Italia. Un uomo che sfidava Gheddafi e riportava dalla Libia, sullo stesso aereo, i pescatori, (anche acesi), sequestrati dal dittatore; un politico che interveniva nel parlamento statunitense e riscuoteva applausi per dieci minuti.

Ha anche fatto cose più “spicciole” ad Acireale: le scuole ed i licei, lo stadio, i due palasport, strade, piazze, illuminazione, il Maugeri, la riserva della Timpa, la Scuola della PA. Credo nessuno potrà pareggiarlo.

Avrà infine commesso, (come è normale, come anche lui ha riconosciuto), sbagli, ma il saldo è nettamente positivo e per questo merita non solo l’intitolazione di una via, ma anche essere riconosciuto come uno dei migliori di sempre di Acireale. Esempio per tutti, anche per le generazioni future, di come si fa politica e di come si difendono gli interessi della propria città. Con umiltà e onestà dovremmo riconoscere tutti obiettivamente questa grandezza e cercare di emularla, (al netto degli errori), aiutando questa città a risorgere, poiché dopo Rino Nicolosi mi pare ci sia stata solo tanta mediocrità.

On. Nicola D’Agostino (Segr. Reg. SiciliaFutura)”

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