Riceviamo e pubblichiamo

GRAMMICHELE – Mentre la Sicilia rischia di affondare nel mare della protesta sociale e delle frustrazioni provate da tanti, che ormai paiono rassegnati a subire una politica  che non è in grado di cambiare le cose, i partiti discettano sul nulla nella speranza di trovare la quadra sul piano degli organigrammi per accontentare  tutti gli attori del Palazzo.

LAB DEM vuole dare voce a quanti ritengono che la democrazia non sia fatta di vuote liturgie, che la rappresentanza non si possa identificare con i partiti spazzatura, che ci possa essere spazio per una sinistra riformista che crede fermamente in un possibile cambiamento. LAB DEM, secondo il suo presidente nazionale, on. Salvo Andò,  vuole incontrare le persone per parlare dei loro problemi, ritiene che discutere di “idee” non sia una perdita di tempo, che sostenere le riforme per cui si batte Renzi non sia solo un atto di omaggio al vincente ma la conseguenza di un convincimento profondo. È questa la ragione per cui LAB DEM,  nel giro di pochi mesi è riuscito a radicarsi in tutte le regioni d’Italia trovando positivo riscontro in un mondo giovanile poco interessato alle ragioni per cui sulle riforme da fare ci si è divisi in passato e, invece, impegnato a favorire larghe convergenze da realizzare nel presente.

LAB DEM vuole parlare a costoro che continuano a essere gli esclusi dalla politica politicante. Di fronte allo “storico” riconoscimento ricevuto da Matera come capitale europea della Cultura, pare giusto che la politica siciliana si chieda: “Come mai la nostra regione non riesce a candidarsi ad alcun ruolo né a livello nazionale, né internazionale che possa migliorare le condizioni di vita dei suoi cittadini?”

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