PALERMO − Quaranta delegati siciliani hanno partecipato lo scorso a Napoli agli Stati Generali di Possibile, il nuovo partito del deputato Pippo Civati. Durante l’assemblea, oltre a votare lo Statuto, il regolamento e la delibera costitutiva, si è discusso sul tema delle alleanze con il Partito Democratico, in occasione delle prossime amministrative. Gli iscritti hanno espresso contrarietà a qualsiasi alleanza con il Pd e con gli altri soggetti di sinistra che intendono allearsi con quest’ultimo. Pertanto, in caso di elezioni regionali anticipate, Possibile in Sicilia non si alleerà con il Partito Democratico. «La sfida – dice Valentina Spata, rappresentante in Sicilia di Possibile – è quella di creare proposte amministrative che partono dalle persone e dalle esigenze dei territori, in continuità con la linea politica nazionale».

Non vogliamo più – continua la Spata – la politica autoreferenziale fatta di slogan e ipocrisia, lontana dalla gente e confezionata come un bene di lusso. Il nostro è uno spazio partecipato per discutere insieme come “riprenderci” l’Italia e la Sicilia. Non dunque effetti speciali, ma la presenza e l’impegno di un gruppo di uomini, donne e tantissimi giovani, di ogni parte d’Italia, che fondano nel buon senso, nella concretezza e nella credibilità il progetto politico per il recupero della sovranità popolare. Agli Stati Generali di Napoli è nato un partito nuovo e non un nuovo, l’ennesimo, partito. Un soggetto politico che parte dal basso, attraverso metodi innovativi: la trasparenza dei processi decisionali e la partecipazione dei cittadini come argine alla illegalità e come crescita civile sono parole d’ordine che assumono senso in ogni contesto. Possibile propone una nuova organizzazione politica nella quale gli iscritti non si limitano a selezionare i leader o a scegliere tra policies alternative ma diventano “costruttori” del programma dell’organizzazione. La democrazia proposta non è quella “dell’applauso” ma quella della fatica dell’ascolto, della discussione e della decisione. In Sicilia, dopo la nascita di tanti comitati in ogni provincia, continueremo il radicamento nei territori e a essere vicini, attraverso progetti e iniziative, alle famiglie, ai lavoratori, alle piccole imprese, agli agricoltori, ai giovani e alle donne.

«Non vogliamo ricostruire la sinistra – dice Alessandro De Lorenzo, portavoce del comitato Possibile di Palermo – con strumenti in macerie. Vogliamo costruire uno spazio sociale e politico della quale non pretendiamo di essere proprietari ma semplicemente autori di un progetto aperto, partecipato, in sperimentazione».

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