SIRACUSA − Aleggia un sospetto in questi giorni circa la destinazione dell’autorita’ portuale per il versante orientale della Sicilia, paventandosi il rischio di una collocazione in altro porto anziche’ ad Augusta. 
Sembra ormai giunta a definizione la riforma delle autorita’ portuali, iniziata dall’ex ministro Lupi e condotta quasi al termine dall’attuale ministro alle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio. 
Come noto, la riforma comporta una riduzione del numero delle autorita’ da 24, sembrerebbe, a 14, con tagli considerevoli che rispondono ad una logica di spending-rewew, ma che si tradurrebbero anche in una semplificazione necessaria a dare slancio al settore ed avvicinarlo alle linee tracciate dall’Unione Europea per un comparto piu’ competitivo.

Sin qui, ben vengano le riforme!Il problema sorge quando guardiamo a quanto sta accadendo in Sicilia, regione per la quale la riforma prevede due sole autorita’ portuali, una per il versante occidentale ed una per il versante orientale. Mentre sembra certa la collocazione a Palermo di quella del versante occidentale, nessuna certezza ancora giunge per quella orientale e quest’incertezza, gia’ da sola, ha suscitato da tempo reazioni da piu’ fronti, dal mondo politico, dalla cittadinza, dal settore economico.

“In attesa che giungano a definizione le destinazioni delle sedi delle Autorita’ Portuali, secondo le nuove linee tracciate da questa importante riforma del ministro Delrio, non convince l’incertezza, che sembra ancora permanere, circa la situazione del versante orientale della Sicilia, quasi non si voglia tenere conto di un dato di fatto:quello di Augusta e’ l’unico porto del versante orientale in grado di realizzare un hub per le merci in Sicilia. Non sono certo l’unico a pensarlo ma, cosa piu’ importante, lo affermano anche esperti del settore, oltre che lo stesso commissario, il dott. Alberto Cozzo, che ha guidato fino ad oggi l’Autorita’ Portuale di Augusta ed e’ anche un avvocato specializzato in diritto marittimo. Quella di Augusta, come ribadito dallo stesso commissario, e’ una rada naturale unica e profonda e, se si aggiunge a cio’, la mole di investimenti previsti fino al 2020, la circostanza che e’ l’unico porto cluster, cioe’ con funzioni di cantieristica, industriali e militari, si conclude facilmente che abbia tutte le condizioni per far si che la Sicilia possa ottenere un hub per le merci. ”

Il deputato, inoltre, sì sofferma su un’altra preoccupante circostanza: “Tra gli effetti di questa riforma, va sottolineato quello concernente la situazione patrimoniale delle autorità portuali. La fusione delle autorità  di Catania, Messina ed Augusta interessa anche le loro rispettive situazioni patrimoniali. Ebbene, non è  pensabile che le dotazioni patrimoniali di circa 80 milioni di euro, presenti nella situazione patrimoniale dell’autorita’ portuale di Augusta vengano utilizzate per ripianare i debiti contratti da una cattiva politica gestionale dell’autorità portuale di Catania. L’accorpamento,infatti, comporterà questa destinazione dei fondi,piuttosto che per realizzare nuove infrastrutture che condurrebbero a nuovi posti di lavoro, con evidente danno patrimoniale per la provincia di Siracusa.
Questo Non può accadere! Se Il partito democratico, nella persona del ministro Delrio, intende rendersi complice di queste scelte scellerate, intendo impegnarmi personalmente  a salire fino a Roma per condurre una battaglia ed evitare questo grave scippo ad Augusta e la provincia di Siracusa”

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