ROMA – “La Nota di aggiornamento del DEF conferma la tendenza all’ottimismo da parte del Governo. I dati riferiti ci parlano di una revisione al rialzo delle stime ma, rispetto allo scenario internazionale, questa ripresa è veramente debole”. Così il senatore Antonio Scavone, della componente autonomista in seno al gruppo ALA, nel corso della dichiarazione di voto sulla nota di aggiornamento del Def in corso nell’Aula di Palazzo Madama.

“I dati Svimez del 2015, comparati a quelli della Fondazione Curella, confermano il permanere di una condizione drammatica e preoccupante – prosegue – specialmente per un Mezzogiorno che ci riporta  alle condizioni degli anni ’50  a causa di un divario crescente tra Nord e Sud e una concreta prospettiva di crisi irreversibile. Il treno della ripresa riparte anche per un contesto internazionale favorevole, ma molte regioni del Sud, continuando così, non ci potranno salire”.

“Secondo le più recenti stime della Banca d’Italia – continua Scavone – i flussi redistributivi sono stati in termini reali verso il Mezzogiorno, negli ultimi dieci anni, pari in media a 56 miliardi l’anno, poco al di sotto del 4% del PIL nazionale. Tali flussi si sono oggi ridotti sensibilmente al di sotto dei 44 miliardi e al di sotto del 3% del PIL”.

“Non esiste crescita senza sviluppo – continua il parlamentare – ed è proprio il Mezzogiorno la grande opportunità  per avviare un percorso di vera trasformazione dell’economia italiana. Ci saremmo dunque aspettati che il Governo guardasse alla Nota di aggiornamento del DEF con questa ritrovata consapevolezza. Invece ci accorgiamo che non ve ne è che una pallida traccia, nonostante gli impegni politici precisi assunti dall’esecutivo con questo ramo del Parlamento con l’accoglimento di diverse mozioni ed ordini del giorno”.

“All’indomani dell’anticipazione del Rapporto Svimez 2015 il Presidente del Consiglio aveva dichiarato l’intenzione di rimboccarsi le maniche sulla questione meridionale, annunciando anche un masterplan per il Sud. Ebbene noi le maniche vogliamo rimboccarcele e ancora una volta siamo qui a chiedere fortemente e con vigore l’attuazione di un non più rinviabile piano straordinario per il Mezzogiorno con annessa perequazione infrastrutturale. Il voto del gruppo ALA, quindi, per il persistere di tali gravi lacune, non potrà che essere contrario”, conclude Scavone.

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