PALERMO – Una volta c’erano i “governi balneari”, effimeri come certi presunti leader attuali o come le alleanze di necessità, ma la voglia di parlare di  politica sotto l’ombrellone non passerà mai. Antonio Venturino, vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana, si sottopone volentieri ad un intervista a rischio solleone.

Onorevole Venturino, partiamo dall’ultima seduta: aula semivuota e si è scelto di non decidere rimandando la manovrina da una decina di milioni di euro, definita omnibus o legge-mancia, a settembre. La sensazione è che ci si stia trascinando con stanchezza e per inerzia.

“Non parlerei di stanchezza, piuttosto direi confusione e preoccupazione per un futuro ormai prossimo, il 2017, la fine della legislatura, che è dietro l’angolo e questa classe politica purtroppo ha lasciato irrisolti molti problemi”.

 L’Aula ha dato il via libera alla nuova legge elettorale per gli enti locali. Qual è il suo giudizio su quella che viene definitiva la legge antigrillini?

“Non credo che esistano leggi contro o pro, esistono le leggi che vanno applicate punto e basta. Comunque, nel caso specifico sarà sempre l’elettorato a determinare chi dovrà governare. Piuttosto c’è da riflettere sull’emendamento soppressivo sulla doppia preferenza di genere presentato con una certa ostinazione dal M5S che fortunatamente non è passato. Uno dei tanti segnali sulla confusione che regna all’interno di un movimento  che ha tradito le belle aspettative che nell’ottobre 2012 sembravano aver trovato una strada”.

 Il governo Crocetta ha un assessore alfaniano,Vermiglio. Nel Ncd in molti non sono mai stati molto convinti di questa collaborazione che ricalca gli accordi romani. Ritiene che era indispensabile per Crocetta fare un governo con gli ex berlusconiani.
“Perché sorprendersi più di tanto? Perché poi parlare del governo Crocetta? Mi pare più corretto parlare dei governi Crocetta, per cui nel calcolo delle probabilità prima o poi doveva pur succedere”.
Ad un anno dalla scadenza qual è il giudizio sul governo Crocetta?
“E’ una domanda scontata, ma sarebbe scorretto attribuire all’attuale governatore tutto il disastro che ci circonda”.
Lei è stato il primo promotore della formazione del gruppo Psi all’Ars dopo tanti anni, come si sta ponendo il suo gruppo rispetto al governo Crocetta che vi ha lasciati fuori in occasione dell’ultimo rimpasto? 
“Ho  più volte dichiarato che il Psi-Pse affronterà le proposte di volta in volta sostenendo o meno Crocetta ed il suo ultimo governo sulla bontà o meno di tali proposte”.
A suo parere qual è il profilo giusto per il prossimo candidato alla presidenza della Regione? E visto che Crocetta ha ribadito più volte che si ricandiderà, lei ritiene di sostenerlo ancora? 
“Al momento non riesco a vedere nel panorama politico una figura tanto carismatica e capace da poterci traghettare fuori da questa palude, personalmente non voterei l’attuale governatore ma se alla fine la scelta dovesse essere tra lui e Cancelleri, sicuramente Crocetta tutta la vita. Spero comunque che da qui alle prossime elezioni entrambi saranno solo un brutto ricordo”.
Il M5S ha già aperto la campagna elettorale. Lei è stato tra i primi in assoluto a lasciare i grillini. Secondo lei, dopo l’esperienza di Crocetta la Sicilia potrebbe essere la prima regione italiana ad avere al governo i 5 stelle?
“Mi auguro proprio di no e spero che la saggezza di questo popolo prevalga sulla rabbia nei confronti della politica. Vede per come la vedo io il M5S e Crocetta hanno rappresentato una grande opportunità, uno si presentava come il governatore della rivoluzione l’altro come il movimento moralizzatore ed innovatore. I siciliani forse per un momento hanno creduto in una alchimia possibile. Non è stato così, ma tra i due la responsabilità maggiore è del Movimento 5 Stelle”.
 Onorevole, lei si è impegnato e si sta impegnando da mesi per la definitiva stabilizzazione dei precari della pubblica amministrazione, ma sembra che il governo non sia molto interessato a risolvere una questione che rischia di creare il definitivo default. Perché non si vuole risolvere il problema?
“La risposta è molto semplice, sono sacche di voti che non si vogliono perdere”.
Lei si è molto speso per valorizzare e promuovere il suo territorio, la Sicilia centrale, che ha un patrimonio archeologico di rilevanza internazionale e che la politica ha lasciato in secondo piano. Cosa c’è da fare per far decollare il turismo che rianimerebbe l’economia di diverse comunità? 
“Sicuramente, per iniziare un intervento serio dal punto di vista delle infrastrutture, poi la capacità di reinventare un sistema quello dei Beni culturali per permettere una fruizione vera dei beni e puntare con decisione su questa industria sicuramente non delocalizzabile”.
 Onorevole Venturino, qual è il bilancio fa di questa sua prima esperienza politica, se l’aspettava così? E’ pronto a ricandidarsi?
“Sicuramente un’esperienza imporatante impegnativa, anche frustrante, per certi aspetti, ma che soprattutto mi ha dato la possibilità di riflettere sulle tante baggianate che con una certa leggerezza ed ignoranza urlavamo nella non lontana estate del 2012. L’amarezza è che qualcuno continua ad urlarle, questa volta, però, con la consapevolezza di tradire questa terra”.
R.S.
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