ROMA – “Il presidente del Consiglio Matteo Renzi apre finalmente al Ponte sullo Stretto di Messina. Pietro Salini, amministratore delegato della società appaltatrice del Ponte, ha ricordato sulla stampa dei giorni scorsi che il progetto si potrà chiudere in sei anni, che rappresenta la più grande risposta occupazionale per la ripresa del Mezzogiorno e che le condizioni finanziarie nazionali e internazionali sono le più favorevoli da decenni con la possibilità di scorporare gli investimenti per le infrastrutture dal deficit. Sembrerebbe insomma finito il torpore intorno a un progetto strategico per i siciliani e per cui noi ci battiamo da anni. Adesso è fondamentale partire subito per non far restare le parole solo sterili annunci”. Così, in una nota congiunta, i senatori autonomisti siciliani del gruppo Ala, Antonio Scavone e Giuseppe Compagnone.

“Il Ponte, lo ricordiamo, – proseguono – è  fondamentale per portare l’Alta Velocità/Alta Capacità al Sud. Non costruirlo significherebbe rendere monco il corridoio europeo Helsinki-La Valletta e pagare una serie di penali per non ottenere niente. Detto questo, parallelamente al Ponte, sarà strategico potenziare, sfruttando i fondi europei, la rete autostradale siciliana: dalla Catania-Palermo alla sistemazione delle interruzioni sulla Catania-Messina per arrivare alla Catania-Ragusa e al finanziamento dei lotti per il completamento della Libertinia.  Dunque, potenziare le infrastrutture interne e investire sul Ponte vuol dire far ripartire il Mezzogiorno, il cui momento drammatico costituisce la prima causa dell’aggravarsi della situazione economica e sociale dell’intero Paese”.


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