CATANIA – Renzi invece di pensare ai veri e reali problemi della nazione e dei suoi cittadini sempre più poveri -afferma Alfio Lisi,  portavoce di Free Green Sicilia –  (peraltro i dati ISTAT di questi giorni  fanno pensare che l’Italia ed in particolare le regioni del sud, Sicilia in primo piano,  si sta avvicinando sempre di più al livello di povertà diffusa dei paesi del terzo mondo) pensa di riesumare il famigerato Ponte sullo Stretto al fine di raccogliere consensi nell’ambito berlusconiano sul suo referendum anti-democratico del 4 dicembre che se passasse inficerebbe i sacrosanti principi della Costituzione democratica e parlamentare trasferendo ogni scelta democratica al solo ceto politico dominante.

Ponte che già è costato inutilmente agli italiani ben 600 milioni di euro, che dovevano essere spesi per i cittadini e non per fare arricchire le multinazionali delle grandi opere in cemento,  solo per la sua pre-progettazione  e  andati in fumo grazie alla megalomania propagandistica del precedente Governo di centro-destra- che Renzi cerca di copiare –  condotto fino al caos istituzionale ed economico dall’allegra gestione di Berlusconi.

Ma il Ministro alle Infrastrutture Del Rio non ha detto poco tempo addietro queste  testuali parole che “il Ponte sullo Stretto non fa parte dei suoi progetti e dello stesso Governo e che non ha alcuna intenzione di riesumare un progetto già da tempo morto e sepolto”? Ma Renzi probabilmente ha la memoria corta, così corta che non ricorda neanche di essere stato contro talee ponte e di avere un Ministro alle Infrastrutture di nome Del Rio oltre a non ricordare che lo stretto di Messina così come la Sicilia orientale, tra l’altro, sono ad alto rischio sismico e idrogeologico!

Probabilmente è l’ ennesima indecente messinscena – afferma ancora Alfio Lisi – che porta discredito alle Istituzioni democratiche e prende ancora una volta in giro gli italiani ed in particolare il popolo  siciliano quando le priorità per la Sicilia e la  Calabria sono tante e ben altre e per essere realizzate hanno bisogno di essere prese in seria considerazione e, ovviamente, di essere finanziate come le strade ridotte a trazzere e le autostrade insicure come dimostra la Palermo-Catania e la Salerno – Reggio Calabria  ed una linea ferroviaria a binario unico e incerto in quanto vecchia di oltre cento anni quando i doppi binari e i treni moderni e l’alta velocità fanno parte di un’altra Italia che non sta al sud! Ma Crocetta e Bianco, atavici politici di professione,  non ne sono al corrente eforse pensano di vivere e di amministrare in altre regioni d’Italia, che sotto molti aspetti restano distanti dalla Sicilia anni luce, in quanto da decenni mal governata!

 


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