ROMA – Tre giorni sono passati dalla fissazione della data del referendum costituzionale, ed ecco uscire ad orologeria la trovata propagandistica di Matteo Renzi, che per conquistare i Sì in Sicilia rilancia il ponte sullo stretto, un ponte a parole fatto e disfatto mille volte da quasi tutti i governanti che si sono succeduti: lo hanno promesso Benito Mussolini, Bettino Craxi, Silvio Berlusconi e infine ora pure Matteo Renzi. Il ponte della discordia e della propaganda elettorale, dunque, ritorna in voga, che per quanto inesistente, è già costato miliardi di euro perchè le procedure furono avviate e sospese varie volte, e da ultimo nel 2012, il governo Monti stanziò 300 milioni per il pagamento delle penali relative all’interruzione dell’iter per il Ponte sullo Stretto.

L’iniziativa di Renzi in questo momento storico, appare una presa in giro nei confronti degli italiani verso cui  il premier non sembra avere una grande considerazione, giacché pensa di loro che non sappiano collegare la sua proposta alla prossima competizione referendaria.

L’idea di Renzi di rilanciare il ponte di Messina non poteva che sollevare un vespaio di polemiche e porgere il fianco agli strali dei suoi avversari politici.

Debora Borgese, referente nazionale di Terra Nostra Italiani con Giorgia Meloni, alle dichiarazioni del presidente del Consiglio Matteo Renzi, reagisce così.

“È un chiaro ricatto in vista del referendum» ha commentato la Borgese, che ha anche tenuto a precisare che il premier ripesca un’idea di destra per raccogliere nuovi consensi “Rilancia un progetto avanzato e sostenuto dall’area di Destra che, oltre a potenziare le nostre infrastrutture, crea lavoro”.

Ma il Presidente del Consiglio, al Ponte sullo Stretto, antepone la realizzazione delle opere incompiute “Renzi pronuncia una réclame che serve da esca per l’elettorato – afferma l’on. Walter Rizzetto, coordinatore di Terra Nostra – Come si fa a costruire il ponte sullo stretto se prima si devono completare le incompiute? I dati Codacons parlano chiaro: nel 2014 si contano 868 opere incompiute, 176 in più rispetto al 2013 con uno spreco complessivo per le casse dello Stato di 4 miliardi, 166 euro per ogni famiglia italiana. Favorevole al ponte, ma senza ricatti!”.

Sal Gra


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