Vi avevamo segnalato su Sicilia Journal la bufala legata al caso meningite a Catania (leggi QUI), con catene fatte circolare con estremo ritardo su WhatsApp e sui social, generando immotivato allarmismo legato a un possibile contagio al centro commerciale “Porte di Catania” e al Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele.

Non è tardato ad arrivare anche un comunicato ufficiale del noto centro commerciale catanese, che attraverso le parole dell’amministrazione ha voluto ancora una volta ribadire la situazione di assoluta sicurezza, con pesanti accuse e avvisi di provvedimenti in ambito legale contro coloro che hanno acceso inutili focolai d’allarmismo.

Speravo di non dover scrivere questa circolare – spiega Simone Rao, direttore del centro “Porte di Catania” – ma la malafede di alcuni e la scarsa informazione delle masse ha reso una disavventura personale di una collega motivo di procurato allarme e conseguente drastica diminuzione della frequentazione del Centro“.

Continua Rao: “Inutile dirvi, ma a scanso di equivoci lo ribadisco, che al Centro Commerciale Porte di Catania non vi è e non vi è mai stato alcun pericolo di contagio, viste anche le particolari modalità di trasmissione dell’infezione di cui tanto si parla. Purtroppo però qualcuno ha comunque voluto, a distanza di 4 giorni dai reali fatti, diffondere notizie false e allarmanti in modo irresponsabile se non forse anche in modo premeditato. Fatto sta che nonostante gli sforzi del Centro di contrastare, con le medesime modalità, questa campagna denigratoria la clientela ancora oggi fa fatica a venire a trovarci“.

L’invito dunque del direttore Rao è quello della diffusione del messaggio: “Vi invito dunque, sempre che non l’abbiate già fatto, nell’interesse comune a mandare a tutti  i vostri conoscenti un messaggio in qualsiasi forma vi torni comoda, che li tranquillizzi e nel contempo li inviti a loro volta a diffondere il medesimo messaggio a tutti i loro conoscenti“.

Chiosa finale sui provvedimenti legali che verranno presi contro i responsabili di tale allarmismo: “Nel contempo a titolo informativo – conclude Rao – vi comunico che sto predisponendo a titolo personale una denuncia verso ignoti per Procurato Allarme al fine di verificare eventuali responsabilità

Che l’intento fosse quello di informare, scatenare allarmismo o addirittura colpire in modo premeditato, a noi non è dato saperlo con certezza. Quel che è sicuro, però, è il manifestarsi di un degrado sociologico in cui la viralità dei social network assume connotati ben più pericolosi di un qualsiasi virus.

di Emanuele Strano

 

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