CATANIA – “Ho chiesto al Governo nazionale di avviare le iniziative necessarie per garantire la stabilizzazione dei precari ATA, con l’istituzione dell’organico funzionale e un adeguato sistema di reclutamento scolastico. A Catania i precari ATA sono circa un migliaio, di loro non si fa riferimento nel piano “la buona scuola” varato dal governo Renzi che garantirà l’avvio delle procedure per l’assunzione di 148 mila docenti in Italia ma non per il personale ATA”. A chiederlo in una interrogazione scritta al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini è stata la parlamentare nazionale del partito democratico, Luisa Albanella, che riprende anche la recente sentenza pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea sul precariato scolastico.
“Il settore scolastico, sia del personale amministrativo che tecnico ed ausiliario (ATA) vive una uno stato di perenne emergenza – spiega la parlamentare democratica – non è possibile continuare a tamponare la carenza di organico che si prolunga da diversi anni con incarichi annuali di supplenze (fino al 31 agosto o fino al termine attività didattiche al 30 giugno) o supplenze temporanee”. “Situazioni che colmano di fatto, con il ricorso a contratti a termine, esigenze permanenti e durevoli dell’Amministrazione, che sono prova inconfutabile di un pretestuoso e abusivo sottodimensionamento dell’organico”.
“Quanto al reclutamento scolastico, i lavoratori ATA precari da almeno 36 mesi di servizio restano fortemente penalizzati rispetto ai docenti, ai quali il piano del governo nazionale “la buona scuola” sta garantendo una nuova prospettiva di stabilizzazione – aggiunge Luisa Albanella – Situazione che al momento non si prospetta per il personale ATA su cui è intervenuta la Suprema Corte di Giustizia Europea, che ha censurato proprio il sistema di reclutamento del personale scolastico nel suo complesso, che non coprendo stabilmente né i posti vacanti e disponibili su base provinciale, né garantendo organici funzionali alle effettive esigenze delle scuole o reti di scuole statali, rende sempre più incerto il funzionamento del sistema scuola. Ecco perché il governo nazionale deve fare in fretta ad approntare un nuovo sistema”.

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